sabato 3 maggio 2014
giovedì 1 maggio 2014
Primo Maggio - serve più lavoro!
oggi è il primo maggio, festa dei lavoratori.
Sono questi momenti in cui nel mondo del lavoro c'è davvero poco da festeggiare.
Il lavoro manca per tanti, troppi.
E tutto ciò è insopportabile per una democrazia come la nostra che ha scritto nel primo articolo della sua Costituzione che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
I padri costituenti, quasi settant'anni fa ebbero la grandissima lungimiranza di scrivere un articolo del genere. Potevano essere molti altri i valori da scegliere per scrivere il primo articolo della Costituzione eppure loro scelsero il lavoro.
Sapevano benissimo che in quei tempi difficili senza lavoro non ci poteva essere dignità, pace sociale e sviluppo.
A pochi giorni dal 25 aprile, dalla festa della Liberazione da cui la nostra Costituzione nacque, il richiamo al tema del lavoro diventa sempre più forte.
Una società senza lavoro non è una società giusta.
Buon Primo Maggio a te e alla tua famiglia.
Direttivo PD Rovato
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Angelo Bergomi
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giovedì 24 aprile 2014
XXV aprile: celebriamolo con dignità anche a Rovato!
il XXV aprile non è una data come tutte le altre presenti sul calendario ma ha un significato profondo per tutti gli Italiani.
La Costituzione democratica su cui si fondano le nostre Istituzioni è nata da quella liberazione dal nazi-fascismo che celebriamo ogni XXV aprile.
Riteniamo che celebrare questa ricorrenza non sia uno stanco esercizio di memoria, anzi: il XXV aprile è l'occasione per ricordare da dove siamo venuti per avere chiaro dove vogliamo andare.
A Rovato le celebrazioni avverranno con il seguente programma:
Ore 9,00 Raduno presso la piazzetta antistante il Palazzo Municipale.
Ore 9,20 Partenza del Corteo.
Ore 9,30 Santa Messa celebrata nella Parrocchia “Santa Maria Assunta”.
Ore 10,30 Proseguimento del Corteo che, accompagnato dal Civico Corpo Bandistico “L. Pezzana”, percorrerà Via Matteotti, Corso Bonomelli, Via Ricchino, Piazza Cavour e proseguirà per il Sacrario dei Caduti presso le Scuole Primarie.
Ore 10,40 Saluto del Sindaco e commemorazione ufficiale con l’oratore Prof. Rolando Anni – storico – Segreteria Provinciale Fiamme Verdi.
Come circolo del Partito Democratico, come sempre, noi ci saremo e invitiamo tutti i cittadini a essere presenti, memori del fatto che Rovato con tanti suoi giovani ebbe una parte importante nella Resistenza bresciana e non solo.
Direttivo PD Rovato
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venerdì 18 aprile 2014
Ridimensionato il Progetto Lograto - senza il PD molti sindaci avrebbero continuato a dormire!
se intenda estendere tale divieto all’intero territorio nazionale.
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Angelo Bergomi
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venerdì 11 aprile 2014
Elezioni Europee. Gazebi nel fine settimana a Rovato. Vi aspettiamo!
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Angelo Bergomi
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sabato 5 aprile 2014
Gazebo presso Lombardia Carne del 06/04/2014
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venerdì 4 aprile 2014
La sede del futuro
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Resoconto consiglio comunale del 05/03/2014
- Installazione di una fontana pubblica nel parchetto di via Don Galloni a Lodetto, come sollecitato al consigliere dai residenti. L’assessore Mombelli ha preso nota dell’intervento nell’ambito della preannunciata riqualificazione dei parchi comunali.
- Asfaltatura di un vialetto di poche decine di metri in via Pitossi a Lodetto, richiesto dai residenti e che va a servizio di una quindicina di famiglie.
- Convocazione di una commissione urbanistica ad hoc per discutere della variante al PGT. Ricordiamo che l’amministrazione comunale, spendendo fior fiore di soldi, appena insediata ha avviato l’iter per modificare il PGT (Piano di Governo del Territorio) ufficiale dal 05/09/2012. Di questa variante nessuno sa nulla. Ci piacerebbe capire quali sono le strategie alla base della scelta dell’amministrazione comunale. Il sindaco ha risposto che verrà convocata la commissione urbanistica ma non a breve.
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venerdì 28 marzo 2014
Assemblea pubblica a Cazzago S.M. del 27/03/2014: si è parlato di Macogna
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Angelo Bergomi
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mercoledì 19 marzo 2014
Don Giuseppe Diana - 20 anni dopo
"Parroco di un paese campano, in prima linea contro il racket e lo sfruttamento degli extracomunitari, pur consapevole di esporsi a rischi mortali, non esitava a schierarsi nella lotta alla camorra, cadendo vittima di un proditorio agguato mentre si accingeva ad officiare la messa. Nobile esempio dei più alti ideali di giustizia e di solidarietà umana."
Angelo
« PER AMORE DEL MIO POPOLO NON TACERO'
Siamo preoccupati Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
La Camorra
La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.
Precise responsabilità politiche
È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti.
- Il Profeta fa da sentinella: vede l'ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Appello
Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”. Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa. Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26). Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”. »
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Angelo Bergomi
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