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mercoledì 3 aprile 2013

Caso Caffaro: gli onorevoli bresciani del PD interrogano il Ministro



Al Ministro della salute

Per sapere – premesso che

la trasmissione televisiva “Presa Diretta”, andata in onda su Rai Tre domenica 31 marzo u.s., ha presentato una inchiesta sul caso Caffaro, ovvero sulla contaminazione diffusa da PCB (policlorobifenili) che interessa vaste aree collocate nel Comune di Brescia, oggi individuate e riconosciute come Sito di Interesse Nazionale dal Ministero dell’Ambiente, inquinamento dovuto principalmente alle attività pregresse dello stabilimento chimico Caffaro spa, attivo dall’inizio del 1900 nella produzione di vari composti derivati dal cloro, tra cui i policlorobifenili;

nel corso della trasmissione sono stati riportati i dati di una recente indagine condotta da un epidemiologo di Mantova, dott. Paolo Ricci, su dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità, che hanno suscitato grande impressione e forte preoccupazione nell’opinione pubblica bresciana;

in particolare, l’indagine ha verificato l’incidenza tra la popolazione bresciana di alcune forme tumorali (dati diversi da quelli di mortalità, che dipendono anche dalla risposta sanitaria) accertando un significativo aumento rispetto al resto del Nord Italia di tumori al fegato (+58%), tumori al seno (+26%), linfomi non-Hodgkin (+20%); secondo l’epidemiologo che ha analizzato e fornito i dati nel corso della trasmissione tali scostamenti sarebbero da mettere in relazione con il forte inquinamento da PCB dei terreni della città e delle zone limitrofe;

se il Ministro sia a conoscenza di tali dati epidemiologici e li possa confermare;

se vi sia evidenza epidemiologica di una incidenza di tumori in generale tra la popolazione bresciana superiore alla media del Nord Italia;

se vi siano evidenze scientifiche che possono mettere in relazione la già riscontrata presenza nella media della popolazione bresciana di significativi livelli di PCB nel sangue (entrato attraverso la catena alimentare) con i dati di maggiore incidenza di alcune forme tumorali, ovvero con altre patologie note;

se e quali precauzioni intenda adottare o abbia deciso in ordine a tale emergenza il Ministero della Salute.


BAZOLI, BERLINGHIERI, COMINELLI, GALPERTI

lunedì 12 dicembre 2011

Ambiente e Territorio - Convegno a Rovato il 16/12/2011 alle 18. Presente il senatore Roberto Della Seta


Importante convegno a Rovato Venerdì 16/12 alle ore 18.00. Presso la sala Civica del Foro Boario il gruppo dei consiglieri provinciali del PD bresciano, capitanato dal proprio capogruppo Diego Peli organizza in collaborazione con il circolo rovatese del PD un importante appuntamento
per discutere di ambiente e gestione del territorio.
Saranno presenti il senatore Roberto della Seta, capogruppo del PD in Commissione Ambiente, ex presidente nazionale di Legambiente, Daniela
Gerardini sindaco di Passirano e rappresentante del CDA dell'AATO per l'area Ovest Bresciano, Gianbattista Ferrari consigliere regionale del PD e
membro della commissione ambiente.
Sarà presente anche Angelo Bergomi, responsabile provinciale ambiente del PD e segretario locale oltre che vicesindaco di Rovato, membro del Collegio di vigilanza regionale sulle grandi infrastrutture (Brebemi-TAV). Le conclusioni sono affidate al sindaco di Rovato Andrea Cottinelli.
In un momento in cui quasi quotidianamente nascono anche nel bresciano comitati in difesa della salute pubblica e dell'ambiente questo convegno si pone l'obiettivo di evidenziare le storture di un sistema di sviluppo ormai insostenibile, in cui per forza di cose bisogna intervenire invertendo una rotta che le notizie di cronaca anche giudiziario-politica di queste ultime settimane ci dimostrano essere inconcepibile.

Per chi lo desiderasse è l'occasione di parlare apertamente di gestione del territorio con relatori impegnati su questo tema nella quotidiana attività amministrativa.

Direttivo PD Rovato.

mercoledì 30 novembre 2011

Arresti in Lombardia. Cantieri Brebemi bloccati. In manette politici, funzionari e responsabili di una ditta




Mercoledì mattina i cittadini si sono svegliati con delle a dir poco clamorose notizie battute da tutte le principali agenzie di stampa.
150 uomini delle Forze dell'Ordine impegnati a arrestare e sequestrare cantieri.
Nella rete tesa sono capitati personaggi eccellenti e molto noti anche della politica bresciana.
Dico chiaro e tondo che fino a sentenza definitiva esiste la presunzione d'innocenza anche per il peggior criminale e questa convizione deve valere anche in questa occasione.
Detto questo, visto l'ambito in cui l'indagine si è mossa (cave, discariche, cantieri di una grande infrastruttura ecc), argomenti su cui credo di poter vantare una discreta esperienza, voglio esprimere un giudizio politico nel merito.
L'indagine ha messo le basi per approfondire un settore che da tanto troppo tempo sta sollevando i malumori di sempre più larghe parti della società civile.
Provate a pensare a quanti comitati di persone che evidenziano problemi di natura ambientale e preoccupazioni per la salute pubblica nascano ogni giorno nel bresciano.
Solo dei politici sprovveduti e pieni di sè possono tacciare queste preoccupazioni come "...strumentali posizioni di persone contrarie al progresso...".
Virgolettato tratto, almeno nel senso se non nella forma, dalle dichiarazioni sentite in questi anni da politici e presidenti vari con responsabilità nel settore suindicato.

Io stesso provengo da un'esperienza di questo tipo. Nel 2004 con un manipolo di volenterosi cittadini rovatesi mettemmo in piedi un comitato popolare tuttora esistente che si prefisse di informare la popolazione dello scempio che la politica provinciale prima e regionale poi stavano preparando per Rovato. Devastare l'ultimo terreno rovatese DOCG con una mega cava di ghiaia e sabbia, la tristemente nota cava Bonfadina o ATEg09 come tecnicamente viene chiamata. La battaglia si estese anche alla cava Macogna della frazione cazzaghese della Pedrocca, alle porte della nostra frazione di Duomo. Dopo 25 anni di escavazione avanzavano progetti di discarica invece del recupero a verde pubblico attrezzato previsto dal piano cave provinciale. Denunce di inaccettabili scelte politiche che hanno portato a Rovato anche la ribalta nazionale con la puntata di Report del 03/04/2011 in cui, da vicesindaco stavolta, citai pubblicamente per sommi capi la cronologia delle autorizzazioni dei due bacini.

Certo è che a Rovato abbiamo visto calarci dall'alto da enti superiori una cava da 1.600.000 metri cubi. Certo è che a Rovato stiamo aspettando l'esito del ricorso al Consiglio di Stato che Regione Lombardia e Provincia hanno istruito contro il Comune di Rovato e di Cazzago S.M. a fianco della ditta proponente il megabacino estrattivo sopra citato.
Certo è che nell'approvazione del piano cave provinciale i volumi del bacino sono stati quadruplicati dalla Regione rispetto ai 400mila mc inseriti dalla proposta provinciale.
Certo è che ci piacerebbe avere la certezza che sulle vicende del piano cave provinciale e sulle scelte di localizzazione delle discariche sul territorio provinciale non aleggiasse la benchè minima ombra. Così come anche sulla gestione dei grandi cantieri che stanno solcando le nostre campagne bresciane.
Nell'interesse delle nostre comunità ma anche degli operatori onesti.
Sarebbe infatti di una gravità inaudita non solo a fini processuali ma, soprattutto etico-morali, il fatto che la salute pubblica sia o sia stata messa a repentaglio da comportamenti illeciti con connivenze ingiustificabili da parte magari di chi dovrebbe controllare.
Mi auguro ovviamente che non sia così.

giovedì 29 settembre 2011

Giornata in Regione. Brebemi e discarica DRR

Ieri è stata una giornata campale, dedicata a una visita fiume in Regione. Il caso ha voluto infatti che fossero fissati nella stessa giornata due appuntamenti piuttosto importanti.
Il mattino alle ore 10.30 presso la direzione Ambiente si è tenuta la conferenza dei servizi relativa alla domanda per una discarica di rifiuti inerti presentata dalla ditta DRR presso il bacino dell'ATEg14, da tutti noi conosciuto con il nome di cava Macogna. La nostra delegazione era fatta dal sottoscritto per l'amministrazione comunale di Rovato, dal sindaco Ciapetti di Berlingo, dal sindaco Foresti di Cazzago S.M. e da Uboldi assessore all'ambiente di Travagliato.
Attendevamo con ansia di conoscere il parere della Provincia di Brescia, al fine di capire da un lato che fine avrebbe fatto questa discarica, dall'altro la sorte del PLIS Macognala cui richiesta di riconoscimento giace ormai da mesi presso l'assessorato al territorio della Provincia di Brescia.
L'attesa, almeno per ieri, è stata vana. La Provincia di Brescia non si è presentata, ha inviato semplicemente una lettera a firma di un funzionario con la quale si riserva di esprimere il proprio parere.
Noi Comuni, dal canto nostro, abbiamo ribadito la nostra netta contrarietà all'insediamento di una discarica in questo bacino perchè da un lato non sono nemmeno comncluse le vicende estrattive con continui e ripetuti episodi su cui anche la Procura ha avviato le proprie indagini. Non da ultimo il sequestro di una parte del bacino per presunti ritombamenti abusivi. Dall'altro abbiamo puntato sul fatto che ci siano in Provincia già autorizzati impianti dello stesso tipo che fanno fatica atrovare materiale. Un esempio portato dal sottoscritto e confermato dall'assessore di Travagliato? A Travagliato è attiva una discarica di inerti che sta accettando materiale proveniente dalla Toscana!
Inoltre il cumulo degli impatti sulla zona è devastante: Brebemi, TAV, depuratore consortile ecc.
Ci chiediamo e vi chiediamo. Cosa deve ancora succedere nel bacino della Macogna per capire che non è il caso di inserire due ulteriori discriche (oltre a quella della ditta DRR è pendente una domanda per una discarica di rifiuti speciali presentata dalla ditta Profacta).
Alle ore 15 ho rappresentato il Comune di Rovato alla segreteria tecnica di Brebemi.
Sono intervenuto su tre questioni:
1) Cave di prestito: quella di Castrezzato, mascherata da allargamento dell'autodromo, è autorizzata. Da dove transiterà l'inerte per arrivare sul sedime di Brebemi, usato per fare la massicciata? Il rischio è che ci sia un transito di mezzi pesanti sulle bretelle della Bargnana.
2) Aree interconnesse tra Brebemi e TAV: come sollevato anche dalla Provincia di Brescia ho ribadito che prima delle immissioni in possesso da parte di CEPAV-2 (ferrovie) deve essere chiarito se le aree interconnesse vengono espropriate e da chi, e con che tempi. Parecchi cittadini si sono recati da me in amministrazione per chiedere lumi e già le associazioni di categoria si stanno muovendo.
3) Sottopasso del Grumetto (opera integrata SOX02): in corso settembre abbiamo sollevato per l'ennesima volta il problema di una inconcepibile strettezza del manufatto (sottovia di soli 5 metri che sostituisce quello in prossimità del cimitero di ben 10.5 metri e quello su via Frusca di 5 metri). Brebemi il 22/09/2011 ci ha risposto che è disponibile a una istruttoria tecnico-economica per valutare tempi e modi per la modifica. Ha quantificato ieri l'intervento in 1.3 milioni di euro. Cifra sulla quale ovviamente non abbiamo possibilità di avere un riscontro oggettivo. Sappiamo solo che a S.Anna scompare un sottopasso che determina un risparmio per la società notevole e ci aspetteremmo che le due cose potessero compensarsi. La società ci ha spiegato in più di una occasione che il legame non è diretto. Noi ribadiamo comunque la necessità di intervento sul sottopasso che altrimenti determinerà per sempre una strettoia insopportabile per il Duomo ma anche per i cittadini provenienti da Berlinghetto, dalla Pedrocca e da Travagliato.
Ieri ci è stato spiegato che questa istruttoria deve prevederla la Regione. Nel contempo ho chiesto ufficialmente un incontro a Brebemi per valutare le mitigazioni ambientali previste sui territori di Travagliato, Rovato, Cazzago S.M. e Berlingo.

Vedremo gli sviluppi.


giovedì 26 maggio 2011

Sequestro alla Macogna. 10 indagati per presunto traffico di rifiuti


Dopo anni di denunce, segnalazioni, prese di posizione sull'incredibile situazione urbanistica bresciana nel settore estrattivo e dello smaltimento di rifiuti e dopo la fondamentale puntata di Report dello scorso 3 aprile arriva oggi sulla stampa la notizia di un sequestro presso la cava Macogna per presunti conferimenti illeciti di rifiuti.

Secondo gli inquirenti sarebbero stati conferiti rifiuti provenienti da un cantiere di Mapello, tristemente famoso per le ricerche del corpo della povera Yara Gambirasio.
Da garantista aspetto con ansia l'esito delle indagini ma su questo bacino si pone un problema grande come una casa. C'è ancora chi crede che il PLIS non sia un modo per risarcire ambientalmente la zona?
C'è ancora chi crede che taluni operatori che avrebbero dovuto realizzare opere come da autorizzazione all'escavazione e che nel frattempo si sono eclissati attraverso fallimento e che non pagano neppure i propri dipendenti siano ancora interlocutori seri a cui continuare a concedere autorizzazzioni alle escavazioni nonostante tutto?

Io reputo di no.
Ritengo che a questo punto e dopo questo episodio che è solo l'ultimo di una lunga serie di illeciti accertati avvenuti in questo bacino sia ora di garantire ai cittadini della zona il sacrosanto diritto alla vivibilità. Alla luce dell'arrivo anche di Brebemi.
E mi riferisco anche ai nostri concittadini di Duomo!
Basta tatticismi da parte di chi deve autorizzare.
Si al PLIS e le discariche DRR (inerti) e Profacta (rifiuti speciali) previste in altri lotti del bacino della Macogna vadano in soffitta.
Cosa serve ancora per decidere? Un altro sequestro?


lunedì 17 gennaio 2011

Devastazione del territorio anche a Telgate/Palazzolo


Giovedì 13 Gennaio nella sala civica di Palazzolo ho partecipato a un'assemblea pubblica organizzata dal locale circolo del PD per parlare di gestione del territorio nel rapporto con i piani di settore (piano cave e piano rifiuti). Si dibatteva del caso specifico della cava di Telgate che ha delle reali implicazioni viabilistiche molto pesanti su Palazzolo. Dopo una presentazione della serata da partedi Mino Baitelli, capogruppo del PD in consiglio comunale a Palazzolo, l'ing. Turani segretario del PD di Telgate ha riassunto molto approfonditamente le criticità di un progetto di escavazione che riguarda un ambito territoriale estrattivo a Telgate, oggetto anche di domanda di discarica.

A me, da responsabile provinciale del PD, è toccato esprimere quali sono le criticità che nella pianificazione urbanistica legata alla normativa regionale attuale si evidenziano ormai da tempo e rispetto a cui la maggioranza di centrodestra in consiglio regionale da anni fa orecchie da mercante. Ho ribadito anche la posizione del PD bresciano in merito, sottolinenando la serietà che in questo settore purtroppo non si vede da tempo, facendo assomigliare le pianificazioni dovute all'interno dei piani cave provinciali più a dei "mercati delle vacche".

Spero di aver portato un contributo utile ai cittadini palazzolesi e telgatesi intervenuti numerosi.

Un ringraziamento al segretario del PD di Palazzolo Gabriele Zanni per l'invito.
Su ww.pdpalazzolo.it la rassegna stampa dell'evento che ha avuto un eco non indifferente.

Alla prossima.

domenica 14 novembre 2010

Convegno a Castel Goffredo sulla raccolta differenziata




In una serata con una nebbia incredibile giovedì sera sono riuscito ad arrivare comunque a Castel Goffredo per il convegno sulla raccolta differenziata a cui sono stato invitato per portare la testimonianza di come vada il metodo porta a porta nel nostro comune.

Ringrazio ancora Leonardo Ramazzina di Progetto Civico per Castel Goffredo che mi ha invitato.

E' stata una serata davvero interessante. Ho conosciuto l'assessore provinciale all'Ambiente di Mantova, Giorgio Rebuschi , che ha descritto l'andamento della differenziata nel mantovano esplicitando i casi più virtuosi. In secondo luogo è intervenuto Mario Tonello, presidente della Indecast srl, la società comunale di Castiglione delle Stiviere che da poco più di un mese è passata al porta a porta in quella cittadina. E' poi toccato a me tratteggiare le modalità del servizio svolto attualmente da Cogeme a Rovato, spiegandone i vantaggi ma anche le difficoltà.

Numerose le domande del pubblico, per altro molto precise e che hanno dimostrato l'attenzione di come le persone abbiano seguito gli interventi.

La chiusura della serata è stata affidata a Romeo Faganelli di Progetto Civico per Castel Goffredo.

Notizia dell'assemblea pubblica è stata data anche dalla Gazzetta di Mantova.


Ringrazio ancora gli amici che mi hanno invitato a portare fin nel mantovano l'esperienza rovatese. Spero di essere stato loro utile per un chiarimento di idee sul sistema di raccolta differenziata porta a porta, calato nella realtà territoriale di un Comune complesso anche urbanisticamente come il nostro.

Spero che ci saranno altre occasioni di confronto.

giovedì 23 settembre 2010

Conferenza dei servizi in Regione sulla discarica DRR all'interno della Macogna

Ieri 22/09/2010 sono stato in Regione in rappresentanza del nostro Comune insieme ai sindaci Ciapetti di Berlingo, Foresti di Cazzago (accompagnato dalla responsabile dell'ufficio tecnico d.ssa Archini) e all'assessore all'ambiente di Travagliato Uboldi.
Siamo stati in Regione alla conferenza di concertazione dei pareri degli enti, ossia l'ultima occasione prima dell'emissione del decreto regionale sulla vicenda della discarica DRR.
Ossia una discarica di rifiuti speciali richiesta dalla ditta DRR su un lotto della cava Macogna.
I Comuni ieri hanno depositato un parere negativo con conseguente richiesta di archiviazione della pratica.
La Provincia rappresentata dal dottor Felter ha espresso altrettanto parere contrario, allegando un delibera di giunta provinciale approvata la settimana scorsa.
Arpa, ASL e altri enti interessati avranno tempo fino al 30 Settembre per far pervenire i propri pareri.

Cosa dire? Dopo numerose visite in Provincia, dopo le biciclettate e le manifestazioni delle associazioni, dopo la richiesta di riconoscimento del PLIS, dopo il coinvolgimento degli agricoltori anche la Provincia ha espresso parere contrario e questa è una notizia molto positiva.
Mi aspetto e mi auguro che anche la Regione Lombardia metta una pietra tombale su questa domanda di discarica ma anche sulla seconda (ditta Profacta) che insiste su questo bacino della Macogna.

L'interesse a una riqualificazione della zona deve essere di tutti. Mi spiace per gli interessi speculativi di qualcuno, ma come dico da anni, dobbiamo pretendere il rispetto delle schede tecniche dei piani cave. Per questo bacino (ATEg14) è previsto un recupero a verde pubblico attrezzato.

Perchè quando un cavatore deve risarcire la comunità dei disagi che con la propria attività ha arrecato per decenni attraverso la concretizzazione del recupero finale previsto dal piano cave vuole lucrarci ulteriormente chiedendo di "recuperare" il bacino estrattivo a discarica?

E' ora di dire basta a questa logica.
Almeno su questo caso specifico la Provincia sembra averlo capito. Vedremo cosa dirà la Regione.

Ci tengo comunque a ringraziare i gruppi ambiente dell'Ovest Bresciano, l'associazione Progetto Macogna e tutti i cittadini che hanno sostenuto questa battaglia insieme a noi.
Un risultato, seppur parziale, è arrivato.

martedì 20 luglio 2010

Il quotidiano TERRA parla di amianto e di ....Bonfadina!

Segnalo che sul numero di Domenica 18/07/2010 di TERRA, quotidiano nazionale, è comparso un articolo di Pietro Dommarco che approfondisce il tema dello smaltimento di amianto in Provincia di Brescia. Partendo dal caso di Montichiari arriva alla radice del problema del perchè nel bresciano vi siano così tante discariche. Nella seconda parte dell'articolo vi sono alcune mie dichiarazioni come responsabile provinciale ambiente del Partito Democratico.

Ringraziando il giornalista per l'approfondimento che ha deciso di dedicare alla questione segnalo anche il fatto che venga citato il bacino della Bonfadina.
L'articolo è leggibile anche dal sito personale del giornalista:
http://www.pietrodommarco.it/index.php/montichiari/

Buona lettura!

mercoledì 7 luglio 2010

Cava Bonfadina: il 13 Luglio si pronuncia il Consiglio di Stato



Mentre la Regione ieri ha deciso di riaprire l'iter per la questione discarica Profacta nel perimetro della cava Macogna, il 13 Luglio il Consiglio di Stato si esprimerà nel merito dei numerosi procedimenti sulla cava Bonfadina.
Riassumendo brevemente: il Tar il 1 Dicembre 2009 ha bloccato i lavori già iniziati lo scorso Agosto perchè il quadruplicamento del bacino è stato realizzato dalla Regione senza interpellare i Comuni. Il privato e la Provincia hanno presentato entro fine febbraio una richiesta di sospensiva che il Consiglio di Stato ha rigettato a Marzo 2010.

La Regione Lombardia, dopo le elezioni regionali ha ricorso al Consiglio di Stato (ma guarda un pò che strana la tempistica!) .

Il 13 Luglio si discuteranno tutti questi ricorsi (non si sa se anche quello della Regione Lombardia).

Cosa aspettarci?

Ci sono più possibilità che a beneficio dei cittadini cerco di enucleare:

1) Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del TAR. Dalla mattina dopo il cavatore può riprendere a scavare.

2) Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR. L'ambito estrattivo deve riprendere il suo iter dalla proposta provinciale di 400.000 metri cubi.

La Provincia deve allora confermare la sua proposta o stravolgerla. La Regione poi, con la partecipazione dei Comuni stavolta deve dire come la pensa. Se venisse confermata la proposta provinciale ci sarebbe comunque un problema. I 400.000 mc riguardavano solo l'area collocata sul territorio comunale di Rovato, per intenderci quella che si affaccia sulla ex statale 11 e sud del canale Roggia Fusia che costeggia i capannoni rimasti dopo la demolizione.


C'è un grande problema che il sottoscritto in tutte le sedi ha sempre esposto. Fin dalla conferenza dei servizi in Provincia sulle emissioni di polveri il 13 Luglio 2009. Allora lo scavo non era ancora stato iniziato, ma già in quella sede dissi che era assurdo partire con l'escavazione senza aspettare la sentenza del TAR perchè in caso di pronunciamento favorevole ai Comuni (come poi è in partre successo) l'escavazione sarebbe partita sul lotto di Cazzago S.M.. Morale: la ditta a occhio e croce ha portato via 200.000 metri cubi in 3 mesi dei 400.000 previsti dalla Provincia sul decennio di durata del piano cave; li ha portati via dal Comune di Cazzago S.M. che non era coinvolto dalla proposta della Provincia ma solo da quella della Regione Lombardia.
Quindi il caos più totale.
Staremo a vedere quel che succede settimana prossima.
Come sempre terrò informati i cittadini.
Nel frattempo segnalo come la cava di prestito per Brebemi arriva a ridosso della Bargnana grazie all'accordo siglato dal Comune di Castrezzato.

Su questi temi mi piacerebbe capire dove sono i consiglieri regionali bresciani di maggioranza che hanno sbandierato attenzione al territorio e agli enti locali in ottica federalista.
Evidentemente il federalismo è un concetto che vale a intermittenza. Nell'ambito dell'attività estrattiva e della gestione dei rifiuti evidentemente non vale.

sabato 3 luglio 2010

Incontro in Cogeme sulla raccolta differenziatadel 01/07/2010


La necessità di far conoscere i dati della raccolta differenziata porta a porta nei comuni in cui è già partita da tempo e la volontà di rafforzare la comunicazione delle sue regole nei comuni dove è partita da poco ha richiesto un incontro in Cogeme tra i comuni soci. Come settimana scorsa all'assemblea dei soci ho rappresentato il nostro comune anche in questa circostanza portando la nostra esperienza, anche nella scelta politica di favorire le utenze domestiche nella tariffa. I dati rovatesi sono molto promettenti. Dall'inizio dell'anno la raccolta è attestata oltre il 65%. Una ulteriore campagna comunicativa servirà sicuramente anche per rafforzare la convinzione di quei cittadini che con puntiglio stanno eseguendo la differenziazione correttamente e che sono la stragrande maggioranza.
Andiamo avanti.

mercoledì 30 giugno 2010

Assemblee sull'acqua. Urago Mella e Bedizzole

22/06/2010: Festa del PD a Urago Mella. Con Fabrizio Valli (comitato promotore referendario Brescia) e Gianni Girelli (consigliere regionale PD). Io ho moderato di fronte a una cinquantina di persone.
24/06/2010: Assemblea a Bedizzole. Con Mariano Mazzacani del comitato acqua Prevalle e il segretario locale del PD Fausto Piardi a moderare ho portato la voce del PD provinciale, le ragioni del sostegno al referendum e le motivazioni del perchè si vuole sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema. Pubblico: una quarantina di persone.
Sono state altre due serate per me molto stimolanti. Ho la possibilità di incontrare gente nuova e rispetto alla quale sento la responsabilità di essere il più chiaro e trasparente possibile nell'esporre temi così importanti come quello sull'acqua pubblica.

martedì 4 maggio 2010

Rassegna Stampa: IL BRESCIA 04-05-2010

Di seguito un articolo comparso questa mattina su IL BRESCIA. Riprende una mia dichiarazione rilasciata alla vigilia dell'assemblea a Montirone.
Vediamo il nuovo assessore regionale all'ambiente Raimondi come la pensa.

Segnalo anche un passaggio sul telegiornale di Telecolor (UHF 34) - Prima Rete Lombardia (UHF 65). Telecolor è visibile anche sul canale 864 di Sky.
Passerà una breve intervista sulla pianificazione urbanistica in Provincia di Brescia e in Regione Lombardia.

Il telegiornale è quello delle ore 18.45.

Buona visione.

mercoledì 28 aprile 2010

Conferenza stampa: il PD e la proposta sulla caccia



Da anni il centrodestra si pone anche a livello provinciale come un interlocutore "a intermittenza"
dei cacciatori bresciani. A intermittenza perchè sotto gli appuntamenti elettorali escono manifesti di Lega e PDL che con i propri candidati magnificano le famose deroghe che verranno concesse se questi venissero eletti.
In Parlamento la situazione è diversa. Alla prova del voto il centrodestra si è spaccato.
Alla luce di questo si è tenuta presso la sede provinciale del PD una conferenza stampa per illustrare il voto alla Camera e la posizione del PD bresciano.
Presenti l'on. Pierangelo Ferrari, il segretario organizzativo provinciale Leone Orizio e il sottoscritto come responsabile provinciale ambiente.


Di seguito l'articolo del BresciaOggi di Armanini e di Paola Gregorio del Giornale di Brescia.








lunedì 26 aprile 2010

Rassegna Stampa



Riporto un articolo del Bresciaoggi di giovedì 22 aprile 2010 che riporta notizia dell'assemblea pubblica tenutasi poi il giorno sucessivo a Montirone.
Spero che per il comune di Montirone sia possibile trarre qualche spunto dal contributo che ho portato e dalle indicazioni che gli altri relatori hanno espresso.
Buona lettura.

sabato 24 aprile 2010

Esito assemblea: un grazie ai Montironesi

Ieri sera sono davvero stato molto contento di rivedere tante persone che da Montirone in questi anni hanno condiviso con noi di Rovato tante battaglie a difesa del nostro territorio, in particolare sull'aspetto delle conseguenze dell'attività estrattiva.
Ho avuto il piacere di rivedere Eugenio Fasser e Giannino del gruppo locale di Montirone Ambiente, Gabriele Pellegrini di Legambiente Bassa Bresciana che ha condotto magistralmente la serata. Ho rivisto l'avvocato Garbarino sempre di Legambiente. Ho avuto il piacere di conoscere di persona Don Scalmana della pastorale del creato che ha tratteggiato il perchè distruggere a fini speculativi l'ambiente sia per chi crede una mancanza di rispetto nei confronti di Dio ma anche per chi non crede un attentato alla qualità della vita di tutti.
E' toccato poi a me tratteggiare le dimensioni di un piano cave assurdo come quello di Brescia rispetto a cui va assolutamente messa in atto una revisione generale con ribasso volumetrico. Ho esposto il dramma di istituzioni che hanno demandato ai privati le scelte strategiche e urbanistiche. Ho descritto come un terreno da agricolo possa finire in un piano cave e divenire escavabile solo perchè il privato lo richiede.
Ho sottolineato anche quale sia l'interesse economico che gira attorno al settore, descrivendo il caso di un privato cavatore che ha richiesto un risarcimento danni alla Provincia per via di un'autorizzazioneannullata di 630.000 euro ogni 45 giorni di mancata attività: 14.000 euro al giorno! Ma vi rendete conto?
Ho ribadito che il potere decisione in questo settore è provinciale e regionale ma delle amministrazioni comunali inermi favoriscono sicuramente l'arrivo di questi obbrobri. Solo a Montirone e d'intorni parliamo di circa 20 milioni di metri cubi (!!!).Ho ribadito la necessità di un presidio delle istituzioni da parte dei cittadini, partecipando ai consigli comunalial fine di far sapere ai propri amministratori che essi stanno vigilando.
Dopo di me l'avvocato Garbarino ha sottolineato con la sua dimostrata competenza gli aspetti più giuridici e tecnici del settore.
Dal pubblico sono poi intervenuti l'ex sindachessa di Montirone, Serafina Bandera che ha confermato la posizione della sua amministrazione che contrasta invece con la posizione dell'attuale amministrazione di centrodestra che non vuole proseguire nei ricorsi.
Giannino di Montirone Ambiente (a lui tutti i nostri migliori auguri per la sua salute) ha descritto la cronologia dei colloqui avuti con l'amministrazione comunale di Montirone attuale che ha prima dato e poi ritirato la disponibilità a effettuare un consiglio comunale aperto sul tema delle cave. Ha poi letto un articolo della costituzione che già nel 1946 parlava della necessità vitale di preservare il paesaggio e l'ambiente.
Significativo anche l'intervento di Angelo Bersini del gruppo ambiente di Berlingo che ha richiamato i cittadini alle proprie responsabilità di opposizione a progetti devastanti.
Lo stesso Giannino di Montirone ha ricordato anche l'aspetto economico: se la gente non si muove per il senso civico che almeno lo faccia rendendosi conto che il vsalore dei propri immobili degrada se vicini a queste escavazioni monstre che sistematicamente aggirano l'obblido di VIA attraverso lo spezzettamento delle aree in più bacini singolarmente inferiori ai 20 ettari.
Vedremo cosa succederà con il rinnovo della giunta regionale.
Chi avrà la responsabilità istituzionale di decidere su questi temi badi bene che nè da Rovato nè da Montirone accetteremo che si risolvano politicamente i grandi problemi che le sentenze del TAR hanno sollevato nella gestione dell'attività estrattiva a Brescia. E' ora di finirla di prendere a pesci in faccia gli enti locali e spianare tappeti rossi ai privati proponenti.
Ringrazio ancora una volta gli amici di Montirone e Legambiente Bassa bresciana per l'invito. Sono molto felice di essere stato tenuto da loro a battesimo anche coe prima uscita nella veste di responsabile ambiente dell'esecutivo provinciale del PD.

lunedì 19 aprile 2010

Assemblea pubblica a Montirone del 23/04/2010. Quale futuro per le cave in provincia di Brescia?




Venerdì sera alle 20.45 sono invitato presso la sede delle suore di Montirone a fare da relatore in un'assemblea pubblica alla quale mi hanno invitato gli amici del gruppo Ambiente di Montirone. Sono legato a questo gruppo di persone da una conoscenza che risale ormai al 2004, alle discussioni sul piano cave provinciale bresciano e che si è rafforzata nel tempo.
E' questa la prima occasione in cui mi presento da delegato dell'esecutivo provinciale del PD a parlare di un tema che a Montirone è molto sentito.
Montirone è il paese della provincia di Brescia dove si riscontra la più grande percentuale di terreno agricolo destinato a escavazione. Oltre cinque volte la percentuale del 3% concessa nel Veneto dalla locale legge regionale.
Incredibile ma purtroppo vero.
Montirone è legato a Rovato anche dal fatto che una delle più grandi cave del paese è gestita dallo stesso operatore che da anni sta tentando di aprire il buco della Bonfadina da noi.
Gli altri relatori sono molto qualificati: da Don Scalmana, all'avv. Garbarino. Coordina Gabriele Pellegrini di Legambiente bassa bresciana.

Per chi volesse venire a Montirone venerdì sera credo che sentirebbe dei dati interessanti per capire un settore gestito da pochi operatori a Brescia e foriero di grandissimi guadagni, a danno della collettività che ospita questi impianti.
A venerdì sera.

giovedì 25 febbraio 2010

Si fonda Progetto Macogna!


(foto della zona della Macogna)



Questa sera all'oratorio di Pedrocca (Cazzago S.M.) si fonda l'associazione Progetto Macogna con l'ambizioso progetto di aprire la strada alla gestione del PLIS Macogna che ha la necessità di un riconoscimento da parte della Provincia di Brescia.
E' un grande passo che investe anche la nostra comunità di Rovato. I cittadini di quattro comuni (Rovato, Cazzago S.M., Berlingo, Travagliato) si uniscono per dire basta a progetti di sfruttamento del territorio, basta a escavazioni selvaggie e basta a riuso come discariche di buchi che dovevano invece essere recuperati ambientalmente.

Con 5€ all'anno si può diventare soci dell'associazione.
Un caloroso invito a tutti affinchè l'assemblea di questa sera possa essere partecipata. Ricordo che un'associazione di questo tipo da stasera sarà titolata anche a produrre ricorsi al TAR se lo riterrà opportuno. Un elemento in più a tutela del nostro territorio contro gli speculatori.
Tutti a Pedrocca stasera alle 20.30.

Angelo.

venerdì 12 febbraio 2010

Maggioranza dell'08/02/2010



Maggioranza pre consiglio.

Ultimi confronti prima del corposo consiglio di martedì 9 Febbraio.

Abbiamo affrontato anche il discorso della bonifica agricola al Grumetto (Duomo) in riferimento al quale mi sono espresso affinchè vi sia la massima rigorosità nel sanzionare eventuali abusi da parte del privato. Ho poi ragguagliato la maggioranza rispetto alla sentenza del TAR Brescia riguardante la cava Bonfadina per quanto di competenza di Cazzago S.M..

Ho ricordato anche come il privato proponente abbia già provveduto al ricorso in Consiglio di Stato. Mi sono espresso anche in merito al più che probabile ricorso sia Regionale che Provinciale al medesimo tribunale.

Cosa avvilente e inconcepibile, visto l'ennesimo scontro istituzionale che si profilerebbe con i Comuni di Rovato e Cazzago S.M.. Ma tant'è, le attuali maggioranze in Provincia e Regione qualcuno le avrà votate.....

sabato 30 gennaio 2010

Lettera al direttore _ Le ferite della Provincia



Riporto di seguito una lettera che abbiamo spedito ai giornali io e il nostro vicesindaco Eligio Costanzi.


Sperando che possa essere un momento di riflessione per tutti i cittadini.




Egregio direttore,
vorremmo esprimere alcune riflessioni alla luce dei risultati di una recente indagine sullo spaventoso consumo del territorio avvenuto nell’ultimo decennio in provincia di Brescia. Il 14 Gennaio scorso il TAR di Brescia ha annullato l’autorizzazione all’escavazione per la Bonfadina, enorme cava di ghiaia e sabbia posta sul confine tra il nostro comune, Rovato, e, Cazzago S.M., in riferimento ai ricorsi di quest’ultimo. La sentenza fa il paio con quella, identica, dello scorso dicembre relativa ai nostri ricorsi rovatesi.Il TAR ha sancito come la Regione non potesse quadruplicare la Bonfadina passando dalla proposta provinciale di 400.000 mc a 1.600.000 mc senza interpellare i Comuni. Nel merito riteniamo gravissimo che si sia consentito alla ditta di iniziare l’escavazione a Agosto con un’autorizzazione ora annullata, sapendo benissimo che il TAR si sarebbe comunque espresso nell’arco di qualche mese in un senso o nell’altro. E ora chi ripristinerà il danno arrecato al nostro territorio dopo quattro mesi di frenetica attività, con file di bilici in ingresso/uscita dal bacino viste da tutti i cittadini?
Non è questo l’unico tema. Stiamo assistendo negli ultimi mesi a altre numerose sentenze del TAR di Brescia che stanno modificando sensibilmente l’abnorme Piano Cave Provinciale bresciano approvato nel 2005 dalla Regione. Oltre alle due sentenze sopracitate il TAR ha annullato anche l’allargamento al di là di una strada comunale della cava Macogna (ATE14) sempre a Cazzago S.M. e alle porte della frazione rovatese di Duomo: escavazione che avrebbe nei fatti costituito l’apertura di un nuovo bacino. A Ottobre è stato annullato lo spostamento operato dalla Regione di 200.000 metri cubi da una cava a Capo di Ponte (ATE1) consentendo l’apertura di un nuovo bacino, l’ATE57, in Comune di Losine. Troppo sfacciata, per il TAR, la violazione della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi. A fine Dicembre, inoltre, il TAR ha ribadito che non è possibile cavare nelle vicinanze dell’aeroporto di Montichiari rigettando la richiesta di un cavatore che chiedeva un risarcimento di 630.000 € ogni 45 giorni di mancata attività, 14.000 euro al giorno! Ci piacerebbe sapere quanto dovrebbero allora chiedere i Comuni per i danni ambientali subiti da attività estrattive pluridecennali e se assisteremo a ricorsi della Regione contro queste sentenze del TAR favorevoli ai Comuni.
Ponendoci nel solco di una condivisibile tutela della Franciacorta ipotizzata dalla Provincia, tanto da suscitare le ire funeste della Regione che l’ha commissariata rispetto al Piano Provinciale Rifiuti, ci chiediamo se non sia arrivato il momento di prevedere una revisione del Piano Cave Provinciale, essendo giunti a metà della sua decennale durata.Sul caso della cava Bonfadina, per esempio, ci chiediamo se non sia opportuno preservare l’ultimo terreno rovatese a denominazione DOCG, chiudendo definitivamente questa vicenda che non giova a nessuno: i Comuni rigettano l’idea di aprire un enorme buco di 34 ettari confinante con dei vitigni e appetibile anche per future discariche, la ditta chiede di operare con sicurezza per il proprio futuro. Ad esempio, una revisione del piano potrebbe consentire abbastanza agevolmente una cancellazione definitiva del bacino della Bonfadina con redistribuzione dei suoi volumi su bacini già aperti: l’impatto sarebbe di gran lunga inferiore, in linea con gli indirizzi dati dal TAR e con quanto previsto anche nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. A livello più generale è assodato che i metri cubi di ghiaia assegnati nel 2005 sono eccessivi rispetto a un’edilizia bresciana molto rallentata e a milioni di metri cubi di inerti bresciani estratti per esigenze non bresciane. Il federalismo non vale per le cave? Tanto più ora che stanno avanzando concrete proposte di recupero di inerti al fine di ridurne l’estrazione.
Un ultimo passaggio sulla Regione Lombardia. Dal 2004 una cinquantina di Comuni, con Cazzago S.M. e Rovato capifila, hanno portato all’attenzione del presidente Formigoni una proposta di modifica della legge regionale cave (14/1998) che consenta ai Comuni di contare qualcosa nella pianificazione dei bacini estrattivi. Oggi, infatti, un cavatore proprietario di un’area agricola può vedersela convertita in escavabile da un voto regionale, aumentandone il valore economico di decine e decine di volte, anche se il Comune è contrario. La Regione (con in testa numerosi assessori e consiglieri regionali bresciani, alcuni ricandidatisi alle prossime elezioni regionali) aveva promesso da tempo il superamento dell’attuale legge. E’ passata un’intera legislatura ma non abbiamo visto la modifica di una virgola. Anzi! Abbiamo assistito allibiti a numerosi ricorsi della Regione Lombardia al TAR o al Consiglio di Stato contro i Comuni. Perché invece la Regione non si è costituita in giudizio con la medesima tempestività contro i ricorsi di numerosi cavatori? Ma come, si ricorre contro i Comuni e non contro i privati?Con queste premesse ci chiediamo se dovremo assistere anche a Rovato all’ennesimo avvilente ricorso della Regione Lombardia al Consiglio di Stato anche sulla cava Bonfadina. Non vogliamo però fare di tutta l’erba un fascio. Piuttosto speriamo che i segnali di discontinuità avanzati ultimamente dalla Provincia di Brescia rispetto a questa logica regionale si concretizzino davvero. Un buon inizio sarebbe ripristinare la Consulta provinciale per le attività estrattive che per 5 anni la giunta provinciale Cavalli non ha rinnovato: un organismo che con il contributo di esperti del settore, ordini professionali, Comuni, imprese di escavazione, agricoltori ecc potrebbe davvero aumentare la consapevolezza della necessità di revisionare il Piano Cave Provinciale di Brescia. Sarebbe una prima indicazione che le istituzioni sono tornate a fare pianificazione urbanistica e non hanno demandato, inconcepibilmente, questo compito ai cavatori.

Ing. Angelo Bergomi (Consigliere comunale di Rovato con delega alle attività estrattive)
Eligio Costanzi (Vicesindaco Rovato)