mercoledì 9 luglio 2008

Sopralluogo in discarica del 24/06/2008

Presenti:
Assessore Sette e Laura Ballarin dell’ufficio ecologia (segretario commissione)
Cittadini: Marini, Chiarenza e sig.ra …,
Rovato Civica: Buffoli, Serra e io
RDL: nessuno presente.

Abbiamo dapprima visitato l’ufficio in cui vengono verificati i codici CER che identificano i rifiuti che entrano ogni giorno in discarica. Abbiamo visionato “le bolle di accompagnamento” da cui risultavano i dati delle ditte conferitrici e la tipologia di rifiuti. Ricordo a tutti infatti che la procedura di V.I.A. espressamente richiesta dal comune alla Regione impone il conferimento solo di alcune tipologie (il codice CER identifica proprio questo).
Il giorno del sopralluogo ho visto “bollettini” che parlavano di terre di riporto e plastiche non riciclabili per esempio. Nella fase successiva siamo saliti sulla sommità della collinetta ancora oggetto di conferimento e in effetti ho visto una zona con delle terre abbastanza scure che mi spiegavano essere terre con tracce di idrocarburi. Erano inoltre visibili anche una serie di materiali plastici (presumibilmente teli utilizzati per coperture) fatti da materie comunque non riciclabili (non tutta la plastica lo è!).
Siamo saliti fino alla quota più alta della discarica e da lì la commissione ha osservato i serbatoi di prelievo del percolato: ci è stato spiegato (come anche nel sopralluogo precedente) che l’acqua piovana che si infiltra nella massa dei rifiuti diviene un refluo con un tenore più o meno elevato di inquinanti organici e inorganici. Se non venisse prelevata rischierebbe di rompere i teli sul fondo della discarica, riversandosi in falda con conseguenze molto gravi.
Per questo il percolato viene accumulato in silos che, passando in macchina dalla bretella del cimitero, sono nascosti alla vista dalle alte piantumazioni a suo tempo posizionate da Cogeme: il percolato viene poi portato da camion cisterna in opportuni impianti di smaltimento. Verso le 19.00 la commissione ha ritenuto di concludere la visita.

2 commenti:

Paolo Bombardieri ha detto...

Quindi l'acqua piovana diventa a sua volta un rifiuto da smaltire in quanto tossica e pericolosa per la falda...questa è bella...la discarica che vorrebbe eliminare i rifiuti produce a sua volta rifiuti da smaltire da un'altra parte...
Ma dove viene smaltita?

Angelo Bergomi ha detto...

La pericolosità di una discarica come questa dipende proprio dal fatto che non riuscendo più a far defluire l'acqua piovana per un affossamento della collinetta centrale essa si infiltra sotto la massa sottostante arricchendosi di componenti organiche e non, l'acqua arriva fino alle soglie della falda sottoforma di percolato.
Il ripristino delle pendenze imposto dalla Provincia, una copertura opportuna, una piantumazione superiore e un sistema di raccolta dell'acqua piovana dovrebbero finalmente impedire questo pericolo portato dal percolato: non si può fare diversamente: il percolato qualora finisse in falda potrebbe potenzialmente portare dei rischi notevoli.
Il percolato che viene oggi captato in quantità piuttosto consistente per via delle piogge molto frequenti di questa estate viene immagazzinato nei silos di cui parlavo nel post e portato quotidianamente in impianti di smaltimento dedicati alla sua depurazione/ smaltimento.
Nel sopralluogo non ci è stato detto dove sono collocati ma se è un'informazione che interessa mi posso informare senza problemi presso Cogeme.
Sperando di aver chiarito i dubbi ricordo che chiunque può richiedere chiarimenti anche ai seguenti indirizzi email: angelobergomi@bresciaonline.it
pdrovato@bresciaonline.it