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giovedì 8 marzo 2012

Visita dagli assessori regionali per la Macogna del 07/03/2012


(dal Giornale di Brescia di oggi 08/03/2012)


Ieri sono stato con una delegazione di sindaci Franciacortini dagli assessori regionali Stefano Belotti (Urbanistica e Territorio) e Marcello Raimondi (Ambiente).
Il tema era sottolineare alla Regione l'insostenibilità che i nostri territori avanzano rispetto a scelte provinciali e regionali che ci riguardano. Per quanto compete Rovato, a fronte della partenza della cava Bonfadina, si rischiano due discariche nel bacino della Macogna. Tanto per cominciare una di rifiuti inerti (ditta DRR, a ridosso della nostra frazione del Duomo) e una di risfiuti speciali (ditta Profacta).
Nella presentazione della situazione agli assessori regionali, per quanto mi riguarda ho sottolineato:

  1. il contesto della Macogna: 80 ettari di buco che dovrebbe essere recuperato "ad uso naturalistico e/o ricreativo e a verde pubblico attrezzato", altro che discariche! A meno che la Regione decida di smentire se stessa e la programmazione fatta nel 2005 quando approvò il Piano Cave Provinciale di Brescia
  2. l'inaffidabilità di parte degli operatori presenti nel bacino: uno è fallito e non ha mai realizzato le opere a cui era condizionata l'autorizzazione provinciale all'escavazione (allargamento della strada comunale della Bornadina con relativa pista ciclabile, utile anche ai Duomensi ecc). Lui ha cavato e introitato soldi sonanti, i Comuni e i loro cittadini invece aspettano in mezzo a continui disagi. E tra questi ci siamo anche noi di Rovato!
  3. nel pezzo Sud del bacino della Macogna è presente un sarcofago di rifiuti tossico-nocivi che avrebbe dovuto essere monitorato costantemente: il fallimento della ditta di cui sopra non ha più visto il pagamento della ditta incaricata dei monitoraggi (giustamente non lavora visto che non viene pagata).
  4. sono plurime le escavazioni abusive accertate e le cui sanzioni non sono mai state pagate ai Comuni competenti come previsto dalla legge.
  5. dell'estate scorsa è l'ennesimo interessamento della magistratura su presunto conferimento illecito di rifiuti dal cantiere di Mapello, tristemente famoso per le ricerche della povera Yara Gambirasio.
  6. da più di due anni chiediamo che la Provincia riconosca il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) già introdotto negli strumenti urbanistici locali (PGT e PRG). Mentre non arrivano risposte stanno invece galoppando le domande di discarica che, peraltro, riguardano solo un piccolo pezzo di bacino. E sul resto che succede?
  7. una delle due domande di discarica è per rifiuti inerti. Come è pensabile autorizzarla nel momento in cui nel bresciano le discariche attive di questo tipo lavorano a meno della metà del loro regime, visto che non ci sono in Provincia rifiuti di questo tipo? A Travagliato, a meno di due chilometri di distanza dalla Macogna una discarica di inerti ha la prospettiva di chiudere in un tempo quasi pari al doppio della sua durata preventivata, con sondaggi per conferimenti provenienti addirittura da cantieri in TOSCANA!
  8. Ci sono i passaggi delle grandi infrastrutture (Brebemi e TAV). Addirittura la TAV passa su mappali inseriti nel piano cave all'interno del bacino. Ma chi ha fatto il piano cave ha trascurato che la pubblica utilità dell'Alta Velocità è sovraordinata al piano cave?
  9. Come è possibile che, nonostante la delibera CIPE che ha stabilito la pubblica utilità della TAV abbia previsto un Cantiere Operativo all'interno della Macogna su un'area non ancora cavata si sposti tale cantiere solo per l'opposizione di un cavatore che lamenta un presunto danno? Ma stiamo scherzando? La stessa pubblica utilità butta fuori di casa dei nuclei familiari a soli 500 metri presso la cascina Corradina.

L'impressione che ho derivato dalla visita di ieri è che i competenti assessorati regionali si trincerino dietro le scelte dei tecnici delle loro unità operative. Possono dire quello che vogliono ma nessuna scelta tecnica può giustificare la trasformazione in discarica di una cava. Lì ci sta la politica che deve pianificare. Se non lo facesse, demandando la scelta alle osservazioni dei proponenti privati, allora che ci stanno a fare questi due assessorati?

Dal 2004 giace nei cassetti della giunta regionale del celeste Formigoni la proposta di modifica della legge regionale 14/1998 elaborata dal nostro Comune e da quello di Cazzago S.M. sottoscritta da 70 amministrazioni comunali. Che fine ha fatto? E' questa la terza legislatura regionale che fa finta di nulla.

In questi due mandati la nostra amministrazione comunale si è distinta, e lo dico ad alta voce a chi ci accusa di essere dei "...sovversivi contestatori...", per delle proposte concrete, realizzabili, attente al miglioramento della qualità della vita delle persone. Basta avere la volontà politica di prenderle in considerazione.

martedì 5 luglio 2011

Movimento terra in Franciacorta. Un padronicno denuncia infiltrazioni malavitose. Ma va?






Dopo la polemica di fine anno scaturita dal comunicato che come PD facemmo dichiarandoci disponibili ad invitare Roberto Saviano a Rovato quando qualche altro benpensante comunicò il suo volerlo denunciare per diffamazione in riferimento alle dichiarazioni sulle connivenze della malavita al Nord apprendo dalle pagine del Fatto Quotidiano la storia di un "padroncino" della Franciacorta che ci spiega come funziona il movimento terra dalle nostre parti.
Qui il link.

La situazione è proccupante visti i numerosissimi cantieri aperti nell'Ovest bresciano, alcuni oggetto di subappalti importanti.
Il padroncino avrebbe denunciato anche sversamenti abusivi in cave e cantieri.

Chiedere che si controlli e che le istituzioni pubbliche non autorizzino più nulla a operatori che si sono dimostrati inaffidabili (o peggio ancora) dovrebbe essere la normalità.
Spesso invece chi chiede questo viene tacciato di essere un "comunista", "illiberale" e "contrario alla libertà d'impresa".
A chi dice questo dico di andarsene a quel paese. Per quanto mi riguarda da persona che nel suo piccolo ha un ruolo temporaneo nelle istituzioni dico: con che faccia si può chiedere alla gente di rispettare le regole se le istituzioni, a fronte di palesi malaffari, favoriscono continuamente operatori disonesti?

Basterebbero dei semplici carotaggi in alcuni cantieri e cave per scoprire di cosa stiamo parlando.
E le indagini della Procura lo confermano.

lunedì 3 agosto 2009

Don Giuseppe Diana: l'avv. Pecorella mette in dubbio la matrice camorristica dell'omicidio?

"Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare." (don Peppe Diana)


Sono rimasto allibito ieri leggendo su repubblica.it la lettera aperta di Roberto Saviano all'onorevole Pecorella in merito all'assassinio di Don Giuseppe Diana.
Lettera che Saviano ha scritto dopo queste dichiarazioni dell'onorevole:
"Io non ho avvisi. Io riporto quello che è emerso nel processo e nulla più. Ci sono diversi moventi, c'è anche quello, che all'inizio non era emerso, che faceva attività anticamorra. Per la verità nel processo non è venuto fuori molto chiaro neanche questo come movente. È inutile che costruiamo delle fantasie sulle ipotesi. Quella dell'impegno anticamorra è tra le ipotesi. Ma nel processo non è emerso in modo clamoroso, non è mai venuta fuori un'attività di trascinamento, di gente in piazza. Non è che c'erano state manifestazioni pubbliche, documenti. Qualcuno ha detto anche questa ragione. Come vede ci sono tanti moventi. Certamente è stato ucciso dalla camorra. Chi viene ucciso dalla camorra è una vittima della camorra. Ora se è un martire bisogna capirlo dal movente che non è stato chiarito."
Forse non tutti sanno che l'avvocato Pecorella 12 anni fa fu l'avvocato difensore di Nunzio De Falco, condannato in Appello proprio come mandante dell'omicidio del sacerdote Don Giuseppe Diana. Nulla da eccepire sul fatto che come professionista Pecorella si sia scelto il De Falco come cliente ma che si permetta di criticare e pesantemente addirittura le motivazioni di una sentenza, quello proprio dovrebbe farci riflettere.
Già una volta feci un post sulla morte di questo sacerdote coraggioso in occasione dell'anniversario del suo assassinio: sento doverosamente di scrivere il presente l'impegno contro la malavita di Don Diana è stato evidente nella comunità in cui viveva. Ci si è dimenticati cosa ha scritto la Corte di Cassazione nella sentenza del 4 marzo 2004 sulla morte di Don Peppe?
Mi limito a riportare le motivazioni dell'assegnazione della medaglia d'oro al valor civile assegnata, postuma, a Don Giuseppe Diana:
"Parroco di un paese campano, in prima linea contro il racket e lo sfruttamento degli extracomunitari, pur consapevole di esporsi a rischi mortali, non esitava a schierarsi nella lotta alla camorra, cadendo vittima di un proditorio agguato mentre si accingeva ad officiare la messa. Nobile esempio dei più alti ideali di giustizia e di solidarietà umana".
Al di là di quel che dice questo onorevole dico che chi in generale mette in dubbio la matrice camorristica dell'omicidio di Don Diana farebbe bene a leggersi queste motivazioni tutte le sere prima di andare a dormire.
P.S. Per dovere di cronaca e soprattutto di onestà intellettuale riporto il fatto che dopo l'indignazione provocata dalla lettera di Saviano l'avv. Pecorella ha scritto una lettera ai genitori di Don Diana, riportata in alcuni passaggi anche da repubblica.it del 4/08/2009 da cui la apprendo. Segnalo questo virgolettato: "Se sono stato causa di amarezza o ritenete che abbia offeso la memoria di vostro figlio vi chiedo scusa. Ma le mie parole sono state travisate. Mai ho detto che vostro figlio non è stato ucciso dalla camorra né che della camorra non è stato vittima. Ho detto esattamente il contrario"