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mercoledì 26 settembre 2012

Nelson Cenci è andato avanti



Questa la triste notizia che, in gergo alpino, ha aperto la giornata di lunedì 3 Settembre 2012 in Franciacorta. A Cologne, all'età di 93 anni è morto il tenente alpino Nelson Cenci.
Come tenente partecipò alla campagna di Russia della Seconda Guerra Mondiale. Venne decorato con medaglia d'argento al Valor Militare sul campo come comandante di plotone della 55ª compagnia "Vestone".
Terminata la guerra si laureò in Medicina e Chirurgia specializzandosi in otorinolaringoiatria. Ricoprì il ruolo di primario ospedaliero a Varese; fu anche docente.
Venne citato più volte ne "Il sergente della neve" di Mario Rigoni Stern, libro capolavoro del 1953 in cui venne descritta la campagna di Russia e, in particolare, la battaglia di Nikolajewka.
Nel 1960 Nelson Cenci acquistò un cascinale del 1600 a Cologne, lo restaurò e iniziò a recuperare viti attorno ad esso. Da profondo conoscitore della terra, aprì una attività con robuste radici piantate in essa.
In numerose commemorazioni, da consiglier comunale prima e da vicesindaco poi mi capitò di incontrarlo nella nostra Rovato. L'ultima nelle celebrazioni per il nostro patrono, San Carlo nel novembre 2011, presso il giardino della Fondazione Don Gnocchi dove tenne un'orazione in ricordo dell'attività di cappellano militare di Don Gnocchi.
Nelson Cenci, un grande.


lunedì 17 ottobre 2011

Raduno interregionale Alpini a Palazzolo

















(foto tratte da bresciatoday.it e da www.giornaledibrescia.it)

Ieri mattina ho avuto l'onore e il piacere di rappresentare l'amministrazione comunale di Rovato al Raduno alpino Interregionale Lombardia-Emilia Romagna organizzato a Palazzolo S/O.
Una presenza incredibile di penne nere e cittadini festanti hanno accompagnato una giornata meravigliosa anche dal punto di vista atmosferico.
Tanti alpini hanno sfilato testimoniando i valori di lealtà e solidarietà che la loro associazione nazionale porta avanti da quando è nata. Solidarietà che con i numerosissimi gruppi alpini di protezione civile si è vista nel corso della storia italiana in tante tragedie che ci hanno toccato.
Durante la sfilata insieme a tante altre fasce tricolori (davvero nutrita la schiera di amministratori presenti) non nascondo che il pensiero sia volato al mio prozio Giacomo Bergomi deto Cumì, morto due anni fa nel giorno del suo 95° compleanno: reduce di Russia e non solo, al momento della morte era il più anziano alpino di origini rovatesi. Dal 1953 si era trasferito nel novarese per migliorare le condizioni di vita della sua famiglia ma sempre fu legato alla sua terra d'origine tanto da voler essere sepolto insieme a sua moglie Francesca (morta nel 1979) nel cimitero di Lodetto. Sulla sua lapide, insieme al crocifisso, campeggia un cappello da alpino, compagno di tanti momenti tragici della sua vita.

Davvero ieri tanti di questi pensieri e ricordi saranno passati nelle menti delle persone presenti; io credo che quasi in ogni famiglia sia presente un alpino e il suo attaccamento ai valori di amicizia e solidarietà possono essere testimoniati nella società anche attraverso l'associazione nazionale alpini.