martedì 2 luglio 2013

Cava Bonfadina: si scava anche su Rovato

Ai rovatesi più attenti, in particolare ai Lodettesi, non sarà sfuggito negli ultimi giorni il via-vai di camion e l'azione delle benne di ruspe nel terreno a Nord della SP BS 11 (quella che noi chiamiamo la "provinciale" o la strada del "Bertola"). Dietro la recinzione e i tre arbusti striminziti che fanno da mitigazione ambientale sono partiti i primi sbancamenti massicci nel lotto rovatese della Bonfadina.

Per 10 lunghissimi anni, insieme a gruppi ambiente, agli amici di Rovato Civica e a privati cittadini desiderosi di vivere in un ambiente maggiormente vivibile ci siamo battuti perchè i rovatesi sapessero che in località Mercurio (zona vivaio Pelizzari) la Provincia di Brescia prima e Regione Lombardia poi avevano previsto una cava di ghiaia e sabbia di 340.000 metri quadrati: la famigerata cava Bonfadina.
In questi dieci anni abbiamo prodotto un numero di iniziative che è anche difficile rendicontare: dalle cinquemila firme di cittadini contrari depositate in Regione alle manifestazioni sia sul luogo che nelle sedi istituzionali, dalla presenza alle votazioni sul piano cave in Regione alle conferenze dei servizi in Provincia, dalle assemblee pubbliche organizzate al teatro Rizzini di Cazzago S.M. a quelle al Foro Boario di Rovato, dai volantinaggi a tappeto a Lodetto alle trasferte in pullman pagate di tasca nostra in Regione ecc.
Decine di iniziative che la stampa ha ripreso in centinaia di articoli e che hanno prodotto anche numerosi servizi sui tg locali e regionali fino all'interessamento addirittura della trasmissione di Raitre Report che dedicò una parte della puntata "La banda del buco" nell'aprile 2011. Una parte di questo materiale video è caricato sul canale youtube del nostro circolo.
Questo impegno l'abbiamo profuso volentieri per informare ma non solo. Volevamo ribadire che non ci pareva giusto che un privato, che compie legittimamente il suo mestiere di cavatore ci mancherebbe (!), si vedesse autorizzare a escavare quasi due milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia solo perchè Provincia e Regione così hanno deciso senza sentire le ragioni di contrarietà delle comunità locali. Ci siamo battuti perchè sapevamo fin da subito che sarebbe stato avvilente vedere l'ultima fetta di campagna rovatese destinabile anche a coltivazioni vitivinicole DOCG scomparire sotto l'azione delle ruspe. Sapevamo fin da allora che la qualità della vita della comunità sarebbe peggiorata con dieci anni, sicuramente prorogati, di escavazioni e con in eredità un buco il cui destino a discarica è facile da pronosticare.
E il tutto per estrarre ghiaia consentita da un Piano Cave Provinciale che autorizzava milioni di metri cubi di inerte destinato verso Province più intelligenti della nostra nella gestione del proprio territorio.
Questi dieci anni hanno visto anche atti concreti come i ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato con cui chiedevamo che venisse riconosciuta la legittima richiesta di una comunità come la nostra di non vedersi calare dall'alto l'ennesimo scempio a meno di 900 metri dalla discarica Rovedil. Rimane il rammarico che per ben due volte il TAR abbia dato ragione al Comune di Rovato (guidato al tempo da Cottinelli), confermando quindi la fondatezza dei rilievi mossi, e il Consiglio di Stato abbia ribaltato il giudizio contraddicendo sentenze invece favorevoli ai Comuni su casi simili al nostro nel veronese. Sia chiaro: le sentenze vanno rispettate, anche quando non sono favorevoli e paiono illogiche! E noi le rispettiamo.
D'altro canto, questo non è più il tempo delle sentenze. Questo è, purtroppo, il tempo delle ruspe, dei camion, della campagna portata via. E' il tempo del concretizzarsi di tutti quegli spauracchi che per dieci anni abbiamo evidenziato alla comunità rovatese che, come nel peggiore degli incubi, si stanno avverando.

Segnaliamo come, nell'indifferenza più totale, lo sbancamento sul lotto di Cazzago S.M. sia avvenuto interessandonell'ultimo anno quasi trecentomila metri cubi di ghiaia (il tutto è visibile transitando in località Tre Santelle). E' ora presente un'immensa voragine che, da progetto, ospiterà impianti di lavorazione oggi situati in un'altra cava a Castegnato.
Nel giro di qualche mese l'attività arriverà inevitabilmente a regime anche sul lotto di Rovato. Una attività che al posto di granoturco e frumento lascerà in eredità un buco di 30 metri di profondità! Per chi come parecchi di noi quei terreni li conosce dalla nascita, li ha visti coltivare con passione, li ha visti irrigare proprio in questo periodo dell'anno questo è davvero un brutto giorno.

Invitiamo quei cittadini che volessero immortalare con una foto questi terreni prima dello sbancamento massiccio, giusto per avere testimonianza di com'era la campagna di questa zona, a farlo velocemente. Tra poco tempo non sarà più possibile farlo.

Un sentito "ringraziamento" a chi ha reso possibile tutto ciò.

Ing. Angelo Bergomi
PD Rovato
Responsabile Provinciale Ambiente PD Bresciano

martedì 11 giugno 2013

Emilio Del Bono nuovo sindaco di Brescia!

 
(foto tratte da internet)

Gentile cittadino,
in occasione delle elezioni comunali di Brescia ti estendiamo una riflessione che come circolo rovatese abbiamo fatto in queste ore.

Emilio del Bono e il Partito Democratico bresciano hanno scritto ieri una pagina di politica importante non solo per la città ma per tutto il bresciano.
Insieme alle liste civiche a sostegno hanno affrontato un sindaco uscente, Paroli, che aveva dalla sua una compagine unita. Nonostante tutto la sua coalizione andava dall'UDC alla Lega Nord del vicesindaco Rolfi, da un appoggio più o meno esplicito di Scelta Civica (Monti) alla destra di Fratelli d'Italia passando dal PDL. Insomma per Del Bono una condizione difficilissima dopo il voto delle elezioni politiche dello scorso Febbraio che ha consegnato all'Italia una situazione di difficile governabilità con un Partito Democratico che non ha raccolto quanto pensava.
Nelle elezioni comunali, d'altronde, si sottopone al giudizio dei cittadini un programma e la sua serietà. Del Bono e il Partito Democratico bresciano hanno maturato un programma che è nato innanzitutto da 5 anni di opposizione in cui Emilio è rimasto a fare il capogruppo dopo la sconfitta elettorale alle comunali del 2008. Ha passato questi lunghi anni incontrando la gente nei quartieri (centinaia sono le assemblee pubbliche organizzate nelle varie circoscrizioni) e, soprattutto, facendo un'opposizione integerrima in consiglio comunale: a ogni proposta insensata della giunta Paroli ha offerto una soluzione alternativa, quasi mai accolta, ha votato i provvedimenti di buon senso e non ha avuto paura di denunciare pubblicamente quelle vicende amministrative che segneranno indelebilmente i cinque anni appena trascorsi (come dimenticare il brutto affare dei bonus delle grandi mostre, la vicenda delle carte di credito degli assessori comunali, l'urbanistica di corto respiro prodotta nel PGT ecc?).
Noi crediamo che sia proprio questo l'insegnamento da trarre dal voto cittadino: la pasta di cui è fatto un gruppo la si vede nei momenti difficili, quando cioè si è in minoranza. Quando gli spazi di dialogo con i cittadini sono ridotti indiscutibilmente rispetto alle possibilità che il lavoro in amministrazione consente.
Con questo spirito di servizio da un anno anche noi a Rovato stiamo affrontando come circolo il duro lavoro dell'essere minoranza consigliare insieme agli amici di Rovato Civica. Anche a noi capita di proporre decine di provvedimenti alternativi a quelli approvati dalla maggioranza leghista rovatese e non vederseli quasi mai accolti. E soprattutto non ci spaventiamo nel parlare quello che Del Bono ha definito ieri come "il linguaggio della verità" prendendo posizioni pubbliche molto nette su provvedimenti ammministrativi che spesso definire ambigui e assurdi è poco. 
A voi cittadini chiediamo, se vi va, di continuare a seguirci in questo esperimento di democrazia partecipata.
Ringraziandovi di cuore per l'attenzione che ci riservate porgiamo distinti saluti.

Circolo Partito Democratico Rovato.

mercoledì 5 giugno 2013

Renzi a Brescia a sostegno di Del Bono!

Oggi alle 13.00 in Corso Garibaldi 2, presso la sede del Comitato Elettorale di Emilio Del Bono arriverà Matteo Renzi a sostegno della candidatura di Emilio a sindaco di Brescia in previsione del ballottaggio per le elezioni comunali di Brescia di domenica e lunedì prossimi.


Auguro ad Emilio, da lunedì sera, di poter discutere con Matteo Renzi come sindaci di due grandi città.
Renzi, per l'ennesima volta, si presenta nella nostra provincia nella sua veste di sindaco ma anche di autorevolissimo esponente dei democratici a ribadire che il PD, nonostante i problemi romani, c'è e ha tutta l'intenzione di dare il suo contributo per la ricostruzione di un Paese in difficoltà. A partire dal livello amministrativo più basso ma, permettetemi di dire per esperienza personale vissuta nel mio piccolo, più nobile in quanto più a diretto contatto con i cittadini: quello comunale.

martedì 28 maggio 2013

Piazza Loggia 39 anni dopo. Una strage, ancora nessun colpevole!

E' passato un altro anno. E sono 39 da quel 28 maggio 1974 quando, alle ore 10 e 12 scoppiò un ordigno posto in un cestino in Piazza Loggia a Brescia durante una manifestazione indetta  contro il terrorismo neofascista. La manifestazione era stata organizzata dai sindacati e dal Comitato Antifascista bresciano. Lo scoppio avvenne mentre stava parlando Franco Castrezzati, storico sindacalista CISL, alla presenza dell'onorevole Adelio Terraroli e del segretario della Camera del Lavoro di Brescia Gianni Panella.


Riascoltando l'audio originale del comizio di Castrezzati rimbomba il suo "State fermi!", subito dopo lo scoppio, nell'estremo tentativo di gestire una situazione inevitabilmente caotica.

Morirono 8 persone:
Va doverosamente ricordato anche il medico Giacomo Corvini che quel giorno diede appuntamento alla moglie e alla figlia proprio in Piazza Loggia, ignaro della manifestazione antifascista che lì si sarebbe tenuta. A 900 giorni dallo scoppio morì per una emorragia interna. Aveva 66 anni. Per chi volesse approfondirne la vicenda forniamo il link di un'intervista rilasciata un anno fa da una delle figlie.

Da quel lontano 1974 Brescia e i bresciani aspettano di conoscere la verità. E questo non è un pleonastico esercizio di memoria delle famiglie delle vittime ma la doverosa richiesta di una intera città che pretende di sapere perchè dei suoi figli abbiano dovuto lasciare la vita in una piazza mentre manifestavano la propria contrarietà alla violenza e all'attacco che le istituzioni democratiche stavano vivendo in quel periodo.

Noi, insieme a tutte le forze politiche che si ritengono democratiche, ci associamo a questa richiesta e continueremo a farlo.

Circolo Partito Democratico di Rovato

sabato 18 maggio 2013

Nota PD Rovato sulla Tariffa Integrata Ambientale



Rovato 18/05/2013                                                                         

Oggetto: Bollettazione Tariffa Integrata Ambientale

Gentili cittadini,
in questi giorni sta arrivando nelle case dei rovatesi la fattura della tariffa rifiuti inviata dall’ufficio tributi comunale.
Segnaliamo alcuni aspetti:

·         Numero di svuotamenti
Questa è la bolletta di saldo 2012 (dopo l’anticipo arrivato nel Novembre scorso) e quindi dovrebbe tener conto del numero di svuotamenti del bidone dell’indifferenziato che ogni utenza ha effettuato. Invece nella bolletta si legge “La presente fattura non contiene importi relativi agli svuotamenti eccedenti il minimo garantito, che qualora fossero dovuti saranno fatturati successivamente”. Questo è inconcepibile. A Maggio 2013 non si sanno ancora quanti sono gli svuotamenti fatti dalle singole utenze nel 2012? Ricordiamo che la gestione della tariffa è passata da Cogeme al Comune nel corso dell’anno scorso.

·         Modalità di pagamento
Anche questa volta è impedita la domiciliazione bancaria che in passato era possibile con estrema comodità da parte di tanti utenti. E’ possibile pagare solo con bollettino postale oppure effettuando un bonifico bancario (con relative spese dell’operazione). Già a Novembre avevamo segnalato che questo comportava per migliaia di persone il doversi recare in banca o in posta. Dopo sei mesi la domiciliazione bancaria non è ancora stata consentita.

·         Tempi di pagamento
A Novembre in consiglio comunale sollevammo l’assurdità di inviare le bollette con soli 8 giorni di anticipo rispetto alla scadenza. Il risultato furono code chilometriche alla posta di Rovato per una settimana. La nostra segnalazione, stavolta, ha quantomeno sortito l’effetto di un invio anticipato dei bollettini di circa tre settimane, alla faccia di chi ci accusa di fare interventi strumentali e mai nell’interesse dei cittadini.

Invitiamo, infine, ogni cittadino a valutare la riga della fattura dove si riporta l’imponibile (di seguito abbiamo scannerizzato una copia di una fattura per semplicità). Sottolineiamo il dato dell’addizionale provinciale al 5% che fino a un anno fa era al 1%. Ricordiamo che in Consiglio comunale abbiamo sollevato il problema: il nostro consigliere Bergomi ha presentato una mozione in cui chiedeva al Comune di attivarsi per chiedere alla Provincia il ripristino della vecchia addizionale. La nuova, infatti, erode sensibilmente lo sconto che la gara rifiuti da noi attivata quando eravamo in maggioranza ha prodotto. Inutile dire che anche in questo caso la mozione è stata respinta dalla maggioranza Lega-PDL.

Invitiamo i cittadini a valutare la propria fattura della TIA con alla mano le indicazioni della nostra comunicazione per verificare che quanto stiamo dicendo corrisponda a ciò che da tempo segnaliamo nelle opportune sedi.

Restiamo a disposizione di qualunque cittadino voglia avere in merito ulteriori delucidazioni.

RingraziandoVi per la cortese attenzione porgiamo distinti saluti.

Circolo Partito Democratico Rovato



Resoconto Consiglio Comunale 08/05/2013




 Rovato 10/05/2013                                                                         

Oggetto: resoconto consiglio comunale del 08/05/2013

Gentili cittadini,
mercoledì 08 Marzo si è tenuto il consiglio consiglio comunale, preceduto da una commissione urbanistica/affari istituzionali tenutasi il 06/05/2013 (presenti i consiglieri membri di Rovato Civica Mazza e Bergomi).

Credendo di fare cosa gradita vi forniamo, come sempre, una rivisitazione sintetica ma completa della discussione che è avvenuta con le spiegazioni delle nostre posizioni, comprensive degli interventi  in commissione.

Presenti: Giunta e consiglieri di maggioranza all’unanimità tranne consigliere Toscani
Rovato Civica: presenti Mazza A., Buffoli L., Bergomi A.
Semplicemente per Rovato: presente Quarantini P.
Lista 3L: assente Manenti Roberto


Di seguito useremo le seguenti sigle: Lega+Pdl per individuare la maggioranza, RC per Rovato Civica, SxR per Semplicemente per Rovato, 3L.


1) Lettura ed approvazione verbali seduta precedente

Nessuna osservazione. Voto favorevole all’unanimità


2) Approvazione Rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2012
Dopo una illustrazione molto scolastica dell’assessore Archetti il consigliere Mazza ha chiesto chiarimenti sulla natura dei residui (soprattutto le mancate riscossioni di tributi molto indietro nel tempo), sui mancati introiti della farmacia rispetto alle previsioni (-50.000 €). Ha chiesto anche l’opportunità di vedere le fatture riguardanti le spese del Comune anche in formato elettronico.
Sono state date delle spiegazioni tecniche sui residui ed è stato ribadito il dato di 660.000 € circa di avanzo di gestione. Sulla visionabilità delle fatture è stata data la disponibilità alla collaborazione da parte dell’ufficio tributi. Sulla farmacia comunale il Sindaco ha presentato l’idea di estensione dell’orario di apertura al sabato mattina e la possibilità di acquisto di un dispenser automatico. Un po’ poco per pensare di rilanciare una delle entrate più consistenti per l’amministrazione comunale.
Consentiteci una battuta: nel 2002 la farmacia comunale viveva periodi di difficoltà. Sono serviti 10 anni di Rovato Civica e un sindaco con una farmacia di famiglia (quindi concorrente di quella comunale) a risollevarne il bilancio. Ora, al primo anno di gestione con la nuova amministrazione comunale va sotto nel bilancio. Complimenti!
Voti favorevoli:  Lega+PDL
Astenuti: RC, SxR

3) Adozione regolamento sull’uso degli agrofarmaci
E’ un regolamento che pone regole più restrittive nella distribuzione di agrofarmaci nei vigneti. Il progetto è partito un paio di anni fa con il contributo dell’amministrazione Cottinelli e ha trovato compimento nella collaborazione tra i Comuni del progetto Terre di Franciacorta, il Consorzio Vini Franciacorta e ASL. Nel regolamento vengono esplicitate le tipologie di agrofarmaci che possono essere usati, gli orari di diffusione, le modalità e le relative sanzioni. Il nostro consigliere Bergomi ha sottolineato che il vigneto non debba essere visto come un problema ma come una risorsa, se condotto con opportuni metodi perché un’agricoltura sostenibile permette di presidiare il territorio dall’insediamento di attività ben più impattanti (si ricordi per esempio come l’ultimo terreno rovatese vitabile con vitigno DOCG sia il terreno destinato ad essere escavato in località Bonfadina!). Bergomi ha anche sottolineato che il contributo delle associazioni ambientaliste al regolamento sia stato recepito solo in minima parte: per esempio, con il plauso dell’ASL, le associazioni avevano proposto che l’elenco degli agro farmaci da vietare perché cancerogeni fosse esteso a un numero maggiore di tipologie. Questa e altre osservazioni non sono state recepite. Da qui la necessità che l’amministrazione comunale riprenda in mano il regolamento dopo un periodo di “rodaggio” per integrarlo con quelle osservazioni non recepite in questa circostanza. Per Bergomi il regolamento è comunque un punto di partenza, migliorabile.
L’assessore Mombelli ha accolto questo invito.
Voti favorevoli: unanimità.


I successivi punti all’ordine del giorno sono stati stralciati e rinviati a data da destinarsi. Il consiglio comunale ha visto infatti la presenza di un nutrito numero di persone che hanno intonato la canzone “Bella Ciao” con chiaro riferimento alla censura messa in atto nella giornata del XXV aprile allorquando alla banda musicale cittadina è stato impedito di suonare il classico repertorio delle canzoni del periodo della Resistenza. I consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l’aula per non rientrarvi più. Il sindaco ha certificato l’assenza di numero legale togliendo la seduta.
Facciamo presente che alle minoranze è stato impedito di dire la propria posizione. E’ questa l’ennesima situazione del primo anno di mandato in cui il sindaco Martinelli e la sua maggioranza non riescono a gestire situazioni fuori dall’ordinario.
Peraltro, la chiusura anticipata del consiglio comunale decisa dal sindaco ha impedito che, nello spazio delle mozioni/interpellanze, si potesse discutere diffusamente delle modalità di gestione della giornata del XXV aprile messe in atto dalla maggioranza rovatese.

  


RingraziandoVi per la cortese attenzione porgiamo distinti saluti.

Circolo Partito Democratico Rovato

giovedì 2 maggio 2013

Solidarietà a Don Fabio Corazzina

(immagine tratta da giornaledibrescia.it)

Qualche giorno fa l’auto di Don Fabio Corazzina, per anni apprezzato curato nella nostra comunità, è stata imbrattata con delle svastiche.
Noto è l’impegno di Don Fabio sul fronte della divulgazione dei valori della pace, dei diritti costituzionali e dell’attenzione ai più deboli.
Siamo sicuri che il suo impegno non si affievolirà di fronte a un gesto vigliacco come quello di cui è stato vittima.
A lui va tutta la nostra solidarietà e sostegno.

Circolo Partito Democratico Rovato

venerdì 26 aprile 2013

XXV aprile in tono minore a Rovato


(Nella foto il corteo dei partigiani nell'aprile 1945 in Strada Larga a Rovato, poi diventata corso Silvio Bonomelli, partigiano franciacortino ucciso a Iseo il 7 luglio 1944 e a cui oggi è intitolato la via principale di Rovato. foto tratta da rovato.org)

Era dai tempi dell’amministrazione leghista di Manenti che non si vedevano a Rovato celebrazioni per il XXV aprile così in tono minore come quelle del 2013.
Ci riferiamo, per esempio, alla totale assenza di bandiere tricolori in Corso Bonomelli come è sempre stato tradizione appendere anche per il significato storico che la via principale di Rovato ha rivestito nelle vicende cittadine della seconda guerra mondiale: Silvio Bonomelli fu un partigiano simbolo della Resistenza Franciacortina, ucciso a Iseo 7 Luglio 1944.
Ma non solo: per la deposizione presso i monumenti commemorativi sono state messe a disposizione due corone di alloro in croce. Evidente è stato inoltre il divieto di intonare i classici canti della Resistenza che ogni anno, da sempre, accompagnano le celebrazioni, mancanza colmata parzialmente dal coro degli alunni della scuola primaria.
Infine le orazioni: se non fosse stato per il discorso appassionato, toccante e incisivo di Vasco Agosti, delegato provinciale dell’ANPI avremmo assistito a una commemorazione molto deludente da parte di un’amministrazione comunale che non ha ancora capito che, in queste circostanze, rappresenta tutti i rovatesi, non solo chi li ha votati.

Direttivo PD Rovato

mercoledì 24 aprile 2013

XXV Aprile


 Il XXV aprile ci ricorda che la nostra storia è sempre stata costellata da momenti difficilissimi. La seconda guerra mondiale fu uno di questi. Gli Italiani seppero, però, riprendersi quella dignità che il ventennio fascista le sottrasse per lungo tempo.
Ecco perchè è doveroso, in un periodo come questo di una difficoltà diversa rispetto a quella del '45 ma pur sempre difficoltà, essere presenti alla celebrazione del XXV aprile che anche a Rovato si terrà domani.
Di seguito il programma:

Ore   9,00 Raduno presso la piazzetta antistante il Palazzo Municipale. 
Ore   9,20 Partenza del Corteo. 
Ore   9,30 Santa Messa celebrata nella Parrocchia “Santa Maria Assunta”. 
Ore 10,30 Proseguimento del Corteo che, accompagnato dal Civico Corpo Bandistico “L. Pezzana”, percorrerà Via Matteotti, Corso Bonomelli, Via Ricchino, Piazza Cavour e proseguirà per il Sacrario dei Caduti presso le Scuole Primarie. 
Ore 10,40 Saluto del Sindaco e commemorazione ufficiale con l’oratore Vasco Agosti – Segreteria A.N.P.I. Provinciale. 
Ore 11,30 Inaugurazione sala espositiva Gerolamo Calca c/o Municipio a seguire brindisi con sottofondo di musica al pianoforte di Davide Locatelli. 
Dalle ore 9,00 alle ore 12,30 c/o Aula Magna Scuola Primaria Rovato Capoluogo mostra fotografica su Don Lorenzo Milani a cura di “Circondiamoci”.

Come circolo del Partito Democratico, come sempre, noi ci saremo e invitiamo tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Resistenza e della Costituzione Italiana alla presenza.

Direttivo PD Rovato

martedì 23 aprile 2013

Le elezioni dei Presidenti

Torno a commentare su questo blog, piccolo esperimento di democrazia partecipata, le vicende degli ultimi giorni.
Senza se e senza ma dico che non mi ha assolutamente convinto la posizione del Partito Democratico nella gestione della scelta del Presidente della Repubblica. Le votazioni sulle proposte di Marini prima e Prodi poi hanno dimostrato uno scollamento dei gruppi parlamentari innaccettabile. Ne fa le spese il segretario nazionale Bersani pagando colpe non tutte sue.
Ritengo che non voglia dire mettere in dubbio l'autorevolezza del Presidente Napolitano (a proposito va solo ringraziato!) rimarcare il fatto che si poteva e doveva arrivare a una soluzione diversa.

In un momento così difficile per il nostro partito con le elezioni regionali in Friuli V.G. si è visto per l'ennesima volta che l'olio buono viene sempre a galla.
Grande astensionismo e, sulla carta, impresa difficilissima per il PD per vari motivi:
1) la vicenda sul groppone del disastro della gestione dell'elezione del Presidente della Repubblica,
2) candidato forte del centrodestra, presidente uscente della Regione
3) incognita del M5S che tutti i sondaggi danno in crescita a livello nazionale.

Seppur con grande apprensione fino alla fine dello scrutinio delle ultime sezioni elettorali ha vinto Debora Serracchiani, 42 anni, avvocato esperto di diritto del lavoro, di Udine, europarlamentare in carica.

(festa di zona 9 giugno 2012)

Ricordo con piacere la sua visita l'anno scorso alla festa di zona proprio qui da noi a Rovato in una serata intitolata "L'europa dei mercanti". Ebbi l'onore di essere al tavolo dei relatori con lei e il sindaco di Iseo Venchiarutti. Ho un ricordo di persona disponibilissima, competente e appassionata che si seppe spiegare molto bene parlando a una platea piuttosto numerosa e attenta. Mi ricordo che alla fine del dibattito di sua sponte andò in cucina a salutare calorosamente i volontari.

In questi momenti di difficoltà per il partito tornano alla mente le sue parole quasi profetiche (se risentite oggi) pronunciate da emerita sconosciuta all'assemblea nazionale dei circoli nella primavera 2009. Qui trovate il video.
Il segretario nazionale era Franceschini.
Grandissimi complimenti a Debora. Ripartiamo da un entusiasmo come il suo per risalire la china. Per l'ennesima volta.

mercoledì 10 aprile 2013

Le larghe intese del '76?




Con il massimo rispetto per il Presidente Napolitano che ha ricordato le "larghe intese" del 1976 come precedente a cui ispirarsi per far uscire la politica italiana dalla situazione di stallo in cui l'esito del voto l'ha condotta voglio molto umilmente dire la mia.

Nel 1976 nacque, con l'astensione "responsabile" del PCI un governo monocolore DC, con Andreotti Presidente del Consiglio.
Ma l'astensione del PCI avvenne con un certo Enrico Berlinguer che interloquiva con un certo Aldo Moro.
Non so se qualcuno faccia fatica ancora a capirlo! Lo ripeto lentamente: A-L-D-O  M-O-R-O. Non Silvio Berlusconi! A-L-D-O   M-O-R-O!
E, comunque, fu un governo che durò solo 1 anno, 7 mesi e 10 giorni per l'esattezza. Non il massimo della stabilità politica, insomma.

Mi sembra che ci sia una netta differenza rispetto alla situazione di oggi ove si evocano le larghe intese tra il PD e chi, solo 6 mesi fa per meri calcoli elettorali ha tolto la fiducia al governo in carica che fu chiamato a mettere le pezze dove lorsignori avevano miseramente fallito.
Con tutto il rispetto per il Presidente della Repubblica che, in questi 7 anni, è stato una delle poche certezze della politica italiana.


giovedì 4 aprile 2013

Allarmismi sociali? NO! Solo attenzione al proprio territorio!


(immagine tratta da internet)

Apprendo dagli organi di stampa del comunicato del sindaco Martinelli in cui ricostruisce la vicenda della scoperta di amianto in località Bargnana e di una presa di posizione circa la mia segnalazione di codesto stoccaggio avvenuta venerdì 22 Marzo u.s. al protocollo comunale. Il sindaco afferma che l’amministrazione comunale fosse a conoscenza del ritrovamento di amianto in località Bargnana fin dal 27 Febbraio, cioè quasi un mese prima della segnalazione del sottoscritto e dell’inchiesta autonoma del Corriere della Sera che ha pure realizzato un video della zona dello stoccaggio! Non solo, il sindaco afferma anche che l’amministrazione comunale ha fatto pressioni alla società Brebemi solo dopo le tante segnalazioni ricevute dopo gli articoli di giornale.

La domanda è allora d’obbligo: quanto sarebbero rimaste in bella mostra le decine e decine di sacchi contenenti amianto (stando alle comunicazioni esibite sui sacchi stessi) se la stampa non ne avesse parlato?

E non solo. Il sindaco riferisce anche che il materiale è stato rinvenuto sotto “…il sedime dell’attuale strada Provinciale di Brescia numero 16 nell’area circoscritta dai mappali 154-156-42-160…”. E’ questa una rivelazione grave perchè apre un interrogativo inquietante: la presenza di amianto riguarda solo questa zona oppure è più estesa? Intende l’amministrazione comunale attivarsi per chiarire questo aspetto ai cittadini? I rovatesi hanno per caso convissuto con materiali di questo tipo sotto i loro piedi magari per degli anni?
Questo ritrovamento impone l’obbligo di chiederselo!
E l'obbligo rimane indipendentemente dalla corretteza della gestione del ritrovamento del materiale da parte della cantieristica, correttezza di cui non ho alcun motivo di dubitare.

Infine, ribadisco, una ovvietà: come consigliere di minoranza ho il diritto-dovere di riferire ai cittadini il mio operato senza avere il parere preventivo e favorevole dell’amministrazione comunale!

Il sindaco, piuttosto, come primo responsabile della salute pubblica, anzichè fare polemiche, dovrebbe interrogarsi se quanto stia emergendo dagli scavi di alcune opere sia solo la punta di un iceberg e eventualmente prendere delle decisioni.

Ing. Angelo Bergomi
Consigliere comunale Rovato
Responsabile Ambiente provinciale PD bresciano



mercoledì 3 aprile 2013

Caso Caffaro: gli onorevoli bresciani del PD interrogano il Ministro



Al Ministro della salute

Per sapere – premesso che

la trasmissione televisiva “Presa Diretta”, andata in onda su Rai Tre domenica 31 marzo u.s., ha presentato una inchiesta sul caso Caffaro, ovvero sulla contaminazione diffusa da PCB (policlorobifenili) che interessa vaste aree collocate nel Comune di Brescia, oggi individuate e riconosciute come Sito di Interesse Nazionale dal Ministero dell’Ambiente, inquinamento dovuto principalmente alle attività pregresse dello stabilimento chimico Caffaro spa, attivo dall’inizio del 1900 nella produzione di vari composti derivati dal cloro, tra cui i policlorobifenili;

nel corso della trasmissione sono stati riportati i dati di una recente indagine condotta da un epidemiologo di Mantova, dott. Paolo Ricci, su dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità, che hanno suscitato grande impressione e forte preoccupazione nell’opinione pubblica bresciana;

in particolare, l’indagine ha verificato l’incidenza tra la popolazione bresciana di alcune forme tumorali (dati diversi da quelli di mortalità, che dipendono anche dalla risposta sanitaria) accertando un significativo aumento rispetto al resto del Nord Italia di tumori al fegato (+58%), tumori al seno (+26%), linfomi non-Hodgkin (+20%); secondo l’epidemiologo che ha analizzato e fornito i dati nel corso della trasmissione tali scostamenti sarebbero da mettere in relazione con il forte inquinamento da PCB dei terreni della città e delle zone limitrofe;

se il Ministro sia a conoscenza di tali dati epidemiologici e li possa confermare;

se vi sia evidenza epidemiologica di una incidenza di tumori in generale tra la popolazione bresciana superiore alla media del Nord Italia;

se vi siano evidenze scientifiche che possono mettere in relazione la già riscontrata presenza nella media della popolazione bresciana di significativi livelli di PCB nel sangue (entrato attraverso la catena alimentare) con i dati di maggiore incidenza di alcune forme tumorali, ovvero con altre patologie note;

se e quali precauzioni intenda adottare o abbia deciso in ordine a tale emergenza il Ministero della Salute.


BAZOLI, BERLINGHIERI, COMINELLI, GALPERTI

martedì 26 marzo 2013

Amianto alla Bargnana - Le dichiarazioni di Brebemi e un interrogativo inquietante

Dopo la segnalazione di venerdì mattina da me fatta all'amministrazione comunale e dopo l'articolo del Corriere della Sera (inserto Brescia) di sabato circa la presenza di decine e decine di sacchi contenenti amianto (stando alle segnalazioni sui sacchi stessi) leggo dal Bresciaoggi di oggi le dichiarazioni del presidente di Brebemi in persona che confermano, tra le altre cose, la correttezza della segnalazione.
Dalle foto diffuse dalla stampa si nota chiaramente che il ritrovamento di amianto è stato nei pressi del cantiere relativo all'erigendo sottopasso della SP16, poco a sud della località Galufero.  

I sacchi con l'amianto recuperato alla Bargnana di Rovato

Rimane comunque un interrogativo inquietante: questo materiale proviene oppure no dalla demolizione delle massicciate della variante alla ex SS11bis, la strada chiusa nel giugno 2011 per far posto a Brebemi?
La domanda non è da poco perchè questo equivale a chiedersi se ci siano state irregolarità o meno nella costruzione di quella strada e, soprattutto, se il problema può considerarsi circoscritto o invece esteso.

Resta il dato di fatto che il reportage fotografico e video del Corriere della Sera e la nostra segnalazione ufficiale all'amministrazione comunale hanno posto un punto fermo: la necessità di far sapere ai rovatesi se hanno convissuto per anni e anni con rifiuti speciali sotterrati sotto i loro piedi.