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lunedì 10 settembre 2012

"30 piò"

Porto sul blog un pò di goliardia ma neanche più di tanto.


In radio sta ultimamente girando questo brano a firma di Dellino degli Italian Farmer e di Piegiorgio Cinelli.
Il brano, che dà il nome all'album, è appunto "30 piò", misura agraria bresciana di superficie che indica la SAU (superficie agraria utile) che viene consumata ogni giorno in Italia.
30 piò = 100.000 metri quadrati.

Una cifra incredibile che da decenni mette l'Italia agli ultimi posti delle classifiche dei paesi che crecano di minimizzare il consumo di suolo.
Ne parlai a nome del PD provinciale anche nella giornata programmatica del PD Bresciano il 7 maggio 2011. Di seguito il video dell'intervento:


A Rovato, nonostante il PGT ultracontenitivo approvato dalla nostra amministrazione la scorsa primavera (e che vedremo che fine farà), ci sono numeri di consumo di suolo agricolo spaventosi.
300.000 metri quadrati del PRG dell'era Manenti tuttora inespressi.
Provincia e Regione, con i ricorsi promossi contro l'amministrazione comunale, hanno consentito in località Mercurio un bacino estrattivo da 340.000 metri quadri di cui circa 134.000 mq ricadenti in territorio di Rovato che condizionerà il futuro della zona non solo per i più che probabili 20 anni di escavazione ma lasciando un buco di 30 metri di profondità nelle mani di un operatore che ha gestito/gestisce discariche di vario tipo in suoi ex bacini estrattivi.
In aggiunta, Brebemi e TAV attraversano da Ovest a Est il territorio comunale di Rovato per circa 5 km di lunghezza, con un ingombro medio stimabile in 150 metri. Sono ulteriori 750.000 metri quadri di territorio agricolo rovatese compromesso. Il territorio comunale di Rovato, Montorfano compreso, è di 26 kmq!

Credetemi, in quei 30 piò al giorno Rovato è in prima fila.



giovedì 22 marzo 2012

Approvato il PGT


Mercoledì 21/03/2012 con voto contrario delle minoranze si è approvato il PGT che regolerà lo sviluppo urbanistico futuro di Rovato.
Come tutti i colleghi di Rovato Civica sono soddisfatto di questo importante lavoro iniziato dall'assessore Sette e portato avanti dall'assessore Bara che vanno ringraziati.
E' un PGT contenitivo che si prefigge di portare la comunità a un cambio culturale: il territorio è una risorsa finita e va tutelata cercando di andare incontro alle esigenze dei cittadini, scoraggiando le speculazioni.
Il voto di mercoledì è avvenuto sulla presa d'atto dei pareri positivi degli enti sovracomunali (Provincia, Arpa e Asl), in assenza della Lega Nord in consiglio comunale che presenta documenti accusatori ma non si presenta ad argomentarli. Probabilmente preferisce presentarsi ad altri consigli comunali (vedi Cologne) e farsi cacciare dall'aula consigliare per intemperanze piuttosto che andare nel consiglio comunale del proprio paese a esprimere il proprio legittimo dissenso. Sottolineo il legittimo.

Vorrei solo riportare un passaggio di questo documento:
"Questo PGT non è altro che la fotografia di 10 anni di non pianificazione e di visioni personalistiche del territorio. È l’ultimo atto di una gestione fallimentare che vuole fare ricadere sui propri figli le colpe dei padri. Un’eredità ingestibile a livello normativo…."

Ci vuole una faccia tosta grande come una casa a parlare di non pianificazione in riferimento al nostro PGT. Da che pulpito arriva questa frase? Da chi è stato un autorevole esponente della giunta che ha approvato il PRG da 1.000.000 di metri quadrati di area agricola convertita in edificabile ecco da dove arriva.
Arriva da una forza politica che, a livello di pianificazione territoriale, ha favorito l'arrivo su Rovato della cava Bonfadina senza fare le necessarie osservazioni di contrarietà quando era doveroso che le facesse nel 2002 mentre amministrava il Comune. Cava che fa scomparire 150.000 metri quadrati rovatesi, molto più del consumo di suolo agricolo determinato da tutti gli ambiti di trasformazione dell'intero PGT.
Chi sta favorendo l'arrivo delle discariche all'interno del buco della Macogna a ridosso delle cascine di Duomo si permette anche di parlare di pianificazione territoriale? Vogliamo ricordare ai cittadini rovatesi che nella Macogna la Provincia di Brescia ha dato un parere favorevole alla discarica di rifiuti inerti della ditta DRR quando una discarica identica a Travagliato non trova inerti da conferire e si sta rivolgendo addirittura al mercato toscano? Questi disastri invece non ricadranno sui nostri figli? Intanto si dice no al tentativo di riqualificazione della zona attuato da quattro amministrazioni comunali attraverso il PLIS ma si fanno galoppare gli iter delle domande di discarica.
Siamo al colmo.

Rovato Civica tutta difende le scelte del proprio PGT perchè le richieste dei cittadini non sono solo quelle di chi vuole edificare magari in piena zona agricola, magari lamentandosi poi del fatto che non gli vengono portati i servizi. Sono anche le richieste di maggiore vivibilità del territorio comunale e sono le richieste della maggioranza dei cittadini.
Alla faccia di chi per due mesi di campagna elettorale diventa ambientalista e poi prende decisioni amministrative opposte e che magari conduce la campagna elettorale promettendo inserimenti di aree edificabili alla prima variante utile del PGT.

mercoledì 16 novembre 2011

Un commento sul PGT

Lunedì sera il PGT è stato adottato con i soli voti della maggioranza.
La minoranza, tutta, è uscita dall'aula.
Decisione legittima.
Come legittimo da parte mia è rimarcare che nessuno, e sottolineo nessuno, dei 13 consiglieri di maggioranza più il sindaco aveva motivi di incompatibilità (parentela entro il quarto grado con il proprietario di aree coinvolte da trasformazione nel Piano). L'incompatibilità obbliga infatti il consigliere comunale a uscire dall'aula al momento della votazione riguardante aree oggetto dell'incompatibilità stessa.
Consentitemi una lieve nota polemica. Forse qualcuno dovrebbe andare a rileggersi l'elenco dei proprietari di numerose aree oggetto di cambio di destinazione urbanistica nel Piano Regolatore Generale di Rovato del 2002 e chiedersi se alcuni ricorrenti cognomi fossero solo casi di omonimia con i cognomi di alcuni amministratori del tempo oppure no.
Con questo non sto assolutamente dicendo che sia stato compiuto al tempo dell'illecito, nella maniera più assoluta e chi lo dovesse osservare mentirebbe sapendo di mentire. All'epoca vi era un segretario comunale che ha attestato la regolarità delle votazioni e non sono stati sollevati da nessuno casi di illecito. Al di là della liceità in politica esiste, però, anche il concetto dell'inopportunità, quanto meno. Qualcuno probabilmente a quel tempo, come accaduto anche in altri Comuni, non aveva/ha questa parola nel proprio vocabolario.

Veniamo al merito del PGT.
L'aspetto fondamentale è il contenimento dell'uso del suolo agricolo a fini edificatori.
Chi critica questa scelta si dimentica che, al di là della sensibilità dimostrata sul tema dalla maggioranza di Rovato Civica, la Provincia stessa ha sottolineato che la compatibilità con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale può essere concessa solo rispettando i parametri di consumo di suolo. E questo vale a maggior ragione per un Comune come Rovato dove nel 2002 sono stati concessi diritti edificatori per circa 1.000.000 di metri quadrati. Ricordo che la previsione di piano di un PGT è molto meno robusta rispetto a una concessione di un diritto edificatorio. Pareri legali in merito sottolineano che, in linea di principio, si sarebbe potuto intervenire togliendo diritti edificatori elargiti dal Piano Regolatore del 2002, esponendosi però a rischiosi ricorsi di chi, nel frattempo per anni aveva pure pagato ICI su quelle proprietà.
Fatto sta che, ancora prima di sedersi a parlare di PGT, sul tavolo della discussione rimanevano circa 250mila metri quadrati di aree edificabili concesse ma non ancora fisicamente edificate. Ripetiamolo ancora una volta: d-u-e-c-e-n-t-o-c-i-n-q-u-a-n-t-a-m-i-la metri quadrati di edificato ancora da esprimere.
Quindi l'amministrazione comunale di Rovato aveva di fronte non tanto una scelta ma un obbligo: contenere il consumo di suolo agricolo.
E la cronaca di questi mesi ci dice che la formula di "PGT a consumo di suolo zero" è stata adottata dalla stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali, di svariati colori, impegnate nell'adozione del proprio strumento urbanistico. Mi chiedo e vi chiedo: solo a Rovato si doveva disattendere questa evidente necessità?
Per questo chi dice che solo il Comune di Rovato sta perdendo l'opportunità del passaggio di grandi infrastruttre in termini di pianificazione urbanistica dimostra di essere legato a arcaiche logiche di gestione del territorio. Solo il sedime di Brebemi e TAV (fasce di rispetto e aree intercluse comprese destinate all'abbandono delle colture) sottraggono a Rovato centinaia di migliaia di metri quadrati alle aziende agricole del territorio. E la soluzione sarebbe riempire la zona sud del paese di capannoni per un presunto sviluppo urbanistico o lo sforzo da fare è quello di pretendere mitigazioni e ragionevoli inserimenti delle infrastrutture in un contesto già con dei problemi? Strano modo di intendere la parola "sviluppo". Mai sentito parlare di scelte urbanistiche dettate dal soddisfacimento di fabbisogni collettivi e non solo dagli interessi particolari? Il concetto lo esprimono benissimo le leggi in materia. Edificare capannoni a ridosso della nuova autostrada con già decine e decine di capannoni vuoti sparsi nelle varie aree industriali del paese (i vecchi strumenti urbanistici non hanno individuato una zona industriale unica ma una diffusione caotica di insediamenti industriali) è un assurdo. L'avere capannoni a disposizione a due tre chilometri dalla zona di passaggio delle infrastrutture non ci pare un vincolo incredibile allo sviluppo da dover giustificare altre decine di capannoni da costruire a ridosso delle infrastrutture stesse.
Qualunque urbanista serio lo sta sottolineando da tempo e gli studi sulla mobilità allegati al PGT lo dimostrano.
Per curiosità inviterei i miei dieci lettori a leggersi la sentenza di ieri del TAR di Brescia rispetto all'insediemento del POLO LOGISTICO ad Azzano Mella, non tanto per il merito specifico dell'opera quanto per le valutazioni ambientali che ne derivano.
E anche là i proponenti parlavano di posti di lavoro, di mercato libero, di miglioramento per le comunità di Azzano e dei paesi limitrofi eccetera eccetera.
I lettori più volenterosi la possono trovare qui. La sentenza contiene giudizi urbanistici e ambientali pesantissimi.

Rispetto al meccanismo partecipativo messo in atto dall'assessore Bara credo di poter parlare con cognizione di causa: ero infatti presente a tutte e quattro le assemblee pubbliche di presentazione (Foro Boario, Lodetto, Duomo e San'Andrea) di cui è stata ampiamente data notizia attraverso diversi canali.
Sono girati in consiglio comunale lunedì sera numeri sulle presenze a questi appuntamenti palesemente errati in un dialogo surreale da pallottoliere. A Lodetto, per esempio, in una serata fredda una cinquantina di cittadini si sono presentati ad ascoltare la presentazione. In netta minoranza tecnici e proprietari di aree coinvolti da legittimi interessi particolari, in maggioranza cittadini volenterosi di sapere per esempio cosa prevede il piano dei servizi per la comunità di Lodetto.
Questo nessuno lo sottolinea. Allora provvedo a farlo io!
Come sottolineo che in quattro assemblee pubbliche nessun consigliere di minoranza si è presentato. Legittima scelta, ma che non si parli di limitato meccanismo partecipativo o, peggio ancora, di PGT da "copia incolla" dopo le note vicende dei programmi elettorali del 2007, per favore. Rischieremmo di incanalare la discussione sul ridicolo sminuendo l'importanza del dibattito e personalmente non sono disposto a prestarmi a una tale discussione.

Ritengo giunto il momento che la politica a tutti i livelli, compreso quello comunale, si prenda le proprie responsabilità nelle scelte pianificatorie e non se ne lavi le mani facendo decidere al solo "...libero mercato..." o "...alle istanze puntuali...", componenti importanti ma che non possono essere le uniche e le preminenti. Altrimenti sarebbe abdicare dal proprio ruolo e scansarne le responsabilità.
Il presunto libero mercato, soprattutto in urbanistica, senza una pianificazione seria rivolta ai reali e non fittizi fabbisogni della collettività avrebbe da tempo portato a Rovato nell'ordine:
1) Un bacino estrattivo da 5 milioni di metri cubi potenziali nell'ultimo terreno DOCG del territorio comunale a ridosso del Bertola
2) Un fronte estrattivo nuovo a ridosso della frazione Duomo
3) Due discariche di rifiuti speciali nella medesima zona
4) Un inceneritore alla Bargnana con necessità di reperimento rifiuti da fuori Provincia, vista l'attività di quello cittadino a circa venti chilometri.

I diritti edificatori del PRG, invece, hanno già determinato concretamente decine di capannoni vuoti e centinaia di appartamenti invenduti e sfitti.
Nel frattempo decine sono i nuclei famigliari rovatesi che si rivolgono ai servizi sociali per poter accedere al bando di assegnazione degli alloggi popolari: evidente dimostrazione che la sola libera iniziativa senza seria pianificazione in base ai bisogni ha creato una curva dell'offerta che non si incrocia minimamente con quella della domanda.

Io mi auguro che il dibattito in questi mesi che ci separano dall'approvazione definitiva, permetta di dialogare con tutte le componenti, opposizioni in primis, per migliorare un documento complesso sicuramente migliorabile rappresentato dal PGT adottato.
Lo dico davvero armato del massimo delle buone intenzioni. Soprattutto nei confronti delle minoranze che hanno il diritto-dovere di dire liberamente come la pensano in merito.

mercoledì 19 ottobre 2011

Serate di presentazione PGT


Questa sera a Duomo, sala dell'oratorio, l'assessore Bara presenterà nell'ambito della terza serata dedicata le caratteristiche del PGT che l'amministrazione ha predisposto con notevole fatica.
Dopo una prima serata due settimane fa al Foro Boario non molto partecipata, venerdì scorso se n'è tenuta una a Lodetto presso l'oratorio molto partecipata e con interventi interessanti da parte dei cittadini.
Appuntamento stasera a Duomo nella speranza che vengano numerosi cittadini a confrontarsi con l'amministrazione comunale sull'idea di una Rovato migliore non solo dal punto di vista urbanistico ma anche della qualità dell'edificato e della dotazione di servizi.

venerdì 5 febbraio 2010

Riunione di maggioranza del 01/02/2010

Lunedì sera l'estensore del PGT arch. Claudio Buizza ci ha esposto in maniera dettagliata le informazioni che sono emerse dall'analisi fin qui condotta. Materia già affrontata anche nell'assemblea pubblica del 21 Gennaio scorso ma trattata con possibilità di approfondire maggiormente e con più calma rispetto all'assemblea.


E' emerso ancora una volta come l'edificato che il PRG ha concesso e le volumetrie non ancora concretizzate portano il nostro Comune ben oltre qualsiasi indice di buon senso innanzitutto. Riporto per curiosità dei lettori una mappa che mostra dove sono dislocate le domande pervenute all'attenzione dell'amministrazione comunale in questo anno. La mappa è presa dal documento di scoping prodotto dallo staff che sta seguendo l'amministrazione comunale in questa impresa di redigere un PGT attento al nostro territorio e che limiti la speculazione.

Sono circa 300. Meno di una decina quelle riguardanti linee di principio e caratteri generali. Faccio notare come siano numerosissime quelle di conversione di aree collocate in frazione.
E' scaturita nella maggioranza una riflessione sulla necessità di rafforzare i servizi in frazione ma non solo. Si è ragionato anche sulla vocazione commerciale del nostro Comune ma anche se sia o meno il caso di limitare gli interventi di insediamento di media distribuzione di vendita.
Resto come sempre aperto a confronti e suggerimenti di ogni cittadino.
Un punto di vista in più è sempre ben accetto da parte mia.

giovedì 9 aprile 2009

Maggioranza del 6/04/2009: incontro con le associazioni

Lunedì si è tenuta la riunione di maggioranza. Sono state incontrate alcune associazioni per ricevere anche da loro dei suggerimenti in merito alla redazione del PGT. Ma non solo. Incontrare persone diverse vuol dire anche ricevere sollecitazioni che ti fanno crescere culturalmente sul tema dalla programmazione urbanistica.


Questo lunedì hanno dato un bel contributo il Gruppo Tutela Ambiente di Rovato. Con la sua portavoce Cinzia Lancellotti questo gruppo ha sintetizzato le richieste che sono già state portate anche in forma scritta all'attenzione dell'amministrazione comunale entro il termine del 31 Marzo previsto. In particolare è stata sottolineata l'importanza dello studio della mobilità interna e la sua integrazione con percorsi ciclabili studiati opportunamente. In particolare è stata sottolineata la mobilità pedonale su via XXV Aprile che è molto sentita da chi si reca a piedi in uno dei tanti esercizi/aziende lì collocate: un esempio sentito molto spesso per esempio da chi si deve recare in Cogeme per la gestione di problematiche legate alle proprie utenze.

In questa audizione il comitato ha potuto esprimere le proprie convinzioni rispetto al redigendo PGT, in particolare l'accento è stato posto sui seguenti punti:
contrarietà a nuove cave e discariche in quanto il territorio del comune di Rovato ha già dato e presto sarà chiamato ancora a dare per la realizzazione delle grandi opere Brebemi e TAV. Tale aspetto è stato inserito anche se sappiamo bene come le decisioni per la localizzazione di tali attività altamente impattanti per l'ambiente siano solitamente di competenza provinciale e/o regionale;
valorizzazione del territorio ricompreso nel perimetro della Franciacorta rilanciando l'attività vitivinicola ed enogastronomica, tale elemento infatti potrebbe costituire elemento di traino per ampliare l'attività turistica;
prevedere l'utilizzo di energie verdi nei piano di sviluppo dell'edilizia residenziale, commerciale ed artigianale. In particolare gli edifici pubblici comunali potrebbero essere uniti attraverso la realizzazione un una piccola rete di teleriscaldamento, integrata con singoli impianti geotermici e pannelli solari per poter risparmiare combustibile fossile.


Il GTA ha poi espresso un suggerimento sulla gestione del verde: nelle nuove lottizzazioni sarebbe necessario prevedere in un regolamento edilizio opportuno l'attenzione alla realizzazione del verde per evitare che i lottizzanti pongano delle piantumazioni che non abbiano poi la possibilità di crescere opportunamente.
Indossando i panni di sostenitore di queste associazioni mi sono permesso di formulare una proposta che da tempo sto esprimendo anche in sedi al di fuori di quella comunale. Il prossimo PGT dovrebbe prevedere un regolamento edilizio con una norma precisa sullo smaltimento degli scarti da demolizione: nel caso di lottizzazioni che nascano sulle ceneri di precedenti demolizioni dovrebbe essere vincolata la concessione edilizia per la nuova edificazione solo dopo che si è dimostrato dove sono stati smaltiti gli inerti scaturiti dalla demolizione con volumetrie annesse. In maniera tale da evitare il comportamento dei soliti furbi che troppo spesso smaltiscono gli scarti in buche realizzate direttamente in cantiere da cui magari estrarre abusivamente volumetrie di inerti non autorizzate. I sequestri di queste ultime settimane sono la più limpida testimonianza di comportamenti di diffuso malcostume.
Ringrazio personalmente anche Angelo Bersini da Berlingo per il contributo dato in tema di rispetto delle peculiarità agricole del territorio di cui ci ha parlato lunedì sera.